Tutto l'amore del mondo

Capitolo XIV- L’arena


Erano centinaia.

Erano esseri umani, e demoni, e incroci fra le due razze. Erano volti, e occhi, e figure che spevantavano i bambini nelle antiche favole di paese…

E Spike… era in mezzo a loro.

In mezzo a demoni con cui non avrebbe mai pensato di poter lavorare, e di cui non si fidava. E con esseri umani per i quali era lui il mostro.

Creature messe insieme da uno scopo, da una missione.. o dalla paura… messe insieme dagli uomini che in quel momento erano di fronte a lui, e recitavano una formula magica, e che probabilmente avrebbero rivolto gli uni verso gli altri le armi che ora impugnavano

Al centro del cerchio che affollava la stretta biforcazione dei tunnell.

Mentre Giles e Wesley recitavano piano una formula magica, affiancati da Buffy e Faith, ognuna con le dita strette attorno a un grosso martello Troll…

E dove poi Giles fosse riuscito a procurarsi due martelli Troll sarebbe rimasto per sempre un mistero … come molto di ciò che circondava il passato e il presente dell’Ossrvatore.

Ma, pensò Spike, accantonando quel pensiero … probabilmente ci si era solo affezionato, dopo l’ultima volta…

Non era quella la cosa importante in quel momento…

La cosa importante era che ancora una volta si stava apprestando a salvare il mondo… ancora una volta non aveva idea di come avesse fatto a cacciarsi in un simile casino… e che aveva la certezza assoluta… che qualcosa non andasse…

Lo sapeva. Lo sentiva. E glielo diceva il volto di suo padre…

Accanto a lui, inginocchiato in terra, Angel guardava preoccupato le sue stesse dita, poggiate sul pavimento coperto di polvere del tunnell, come se da esse dovesse dipendere … tutta la salvezza del mondo…

La fronte aggrotata, l’espressione intensa… pareva quasi non rendersi conto di nient’altro…

Non delle parole formulate da Wes e Giles, che avrebbero dovuto consentir loro di aprire la fenditura nella terra per penetrare nella misteriosa “ arena” sotterranea descritta da Cordelia. Non del leggero tremito che già scoteva l’aria attorno a loro, e nemmeno degli sguardi suoi e di Kate, fissi sulle spalle curve del vampiro.

Nulla sembrava avere importanza, tranne ciò che Angel stava sentendo… e che Spike non poteva percepire…

E quando Angel sollevò gli occhi, Spike pensò che doveva essere veramente così… che davvero la cosa più importante al mondo doveva essere racchiusa fra le dita di suo padre… perché in tutta la sua esistenza non aveva mai visto una tale espressione di panico negli occhi di un uomo.

“No!” Lo sentì urlare, mentre saltava in piedi. “Insieme siete troppo potenti!! Urta con qualcosa dall’altra…”

Ecco. Lo sapeva.

Poteva mai essere che un avvertimento di Angel arrivasse in tempo?!?!

E soprattutto, poteva mai essere che quell’idiota non facesse un passo avanti e si ritrovasse esattamente nel punto in cui la terra si stava sgretolando?!?!

Stupido lui a non capirlo prima!!

Non aveva fatto in tempo ad avvertirli… e anche su questo avrebbe potuto scommetterci la testa, come pure qualche altra parte indispensabile del corpo… e Faith aveva già sferrato in terra il primo micidiale colpo di martello, quando Spike ebbe la netta, nettissima impressione… che fossero tutti fottuti!

Un attimo dopo, proprio sotto i piedi di Angel, quello che avrebbe dovuto essere un passaggio verso lo strato inferiore dela galleria, si trasformò in una voragine per l’inferno.

Seangue nero, quanto odiava la magia!



Faith non aveva capito cosa fosse andato storto… se il suo colpo fosse stato troppo forte o fosse stato l’incantesimo di Wes e Giles a essere troppo potente… le pareva… che Angel avesse gridato qualcosa in proposito, ma non poteva esserne certa.

Quello di cui era certa era colo che… stava precipitando… e che Wes era già caduto… e che non fece nemmeno in tempo a rivoltarsi per atterrare sulle gambe… perché la distanza era troppo breve…

E sapeva che l’acqua era fredda. E puzzava di petrolio.

E che prima ancora di realizzare quel che era accaduto si ritrovò a chiudere gli occhi, e serrare bocca e naso per impedire a quell’intruglio disgustoso di entrarle nei polmoni.

Quel che sapeva era che… assolutamente, certamente, indiscutibilmente, quella non era un ‘arena!

O almeno non era l’arena che si erano aspettati!

Perché, in verità, a guardarla bene… a un ‘arena, quella laguna sotterranea, che qualcuno molto poco spiritoso aveva cosparsio di petrolio, ci somigliava pure, come si accorse quando riuscì a tornare a galla, lottando perché l’aria rientrasse nei suoi polmoni.

Fece un rapidissimo giro su se stessa, valutando la situazione… e cercando…

E la situazione era molto, molto brutta…

La laguna, il lago, o il cavolo che era, riempiva metà della grotta sotterranea, interrotta qua e là da piccoli scogli bassi e circolari, e limitata sul lato più lontano da una lingua di terra su cui era stato eretto una sorta di altare a mezzaluna rovesciata… orribile… almeno quanto il demone che vi stava accanto. Una sorta di ammasso rugoso di carne grigia rivestito dal solito, trito e ritrito, tunicone nero… almeno Angelus aveva più gusto, a quel che le avevano detto, quando voleva far finire il mondo!

Il demone era circondato da una decina, fra vampiri e altre bestiacce, tutte rivestite della stessa tunica, e guardando di fronte a se, Faith si accorse che Spike e Kate gli erano caduti quasi in braccio, finendo nell’acqua accanto alla penisola su cui ora si stavano issando.

Angel, invece, si era arrampicato su uno degli scogli, e doveva aver urtato qualcosa durante la caduta, poiché sanguinava copiosamente dalla fronte.

Si voltò, cercando Wesley, e imprecando dentro di se quando non riuscì a trovarlo.

C’erano degli altri, molti altri, fra quelli venuti ad aiutare Angel, alcuni nel’acqua, alcuni sugli scogli … ma Wesley… Wesley…

“Faith!”

Wesley la chiamava! E Wesley avrebbe ricevuto un sonoro calcio nelle palle per lo spavento che le aveva fatto prendere!

Si voltò, gli occhi sgranati di sorpresa.

Wesley era dal lato opposto della laguna, sulla terra ferma! Con Giles , Buffy e alcuni degli altri e con… un centinaio di demoni di ogni tipo e dimensione!

“Oh, cazzo!” Esclamò, lanciandosi verso di lui.

Gli vide allungare la mano, e i suoi occhi riempirsi di paura.

Un attimo prima di afferrarla e tirarla su di peso, stringendola fra le braccia.

Un attimo prima che il lago si trasformasse in un enorme rogo.

Sentì le grida prima ancora di voltarsi, e la mano si Wes che la stringeva più forte… per non farle vedere…

Dolce… dolce Wesley… che dimenticava per un attimo che quella ragazzina aveva visto più orrore di quanto forse lui sarebbe mai riuscito a immaginare…

Fece a tempo a voltarsi, e a vedere i corpi torcersi e bruciare nell’acqua.

E a sapere che erano esseri umai, e demoni, ma che sembravano così identici mentre il fuoco li consumava…

E le loro grida, e il loro dolore erano così simili…

Fece in tempo a vadere Spike e Kate assistere inorriditi alla scena, semicoperti dal crepitio di fiamme alte come un uomo, prima che la battaglia già cominciata raggiungesse le sue spalle.

Fece in tempo a pensare che quei due erano soli, letteralmente in bocca al nemico.

E con il cuore che le batteva furiosamente in petto e gli occhi colmi di lacrime che non voleva e non poteva versare, fece in tempo a scorgere Angel, in piedi sullo scoglio che gli dava riparo… circondato da quelle fiamme che parevano vive… e sembravano volerlo divorare…



Spike l’afferrò per un braccio, e Kate non seppe mai se sarebbe davvero andata. Se il suo amore sarebbe stato così forte… così assurdo da farle sacrificare inutilmente la vita in quel lago di fuoco, pur di avvicinarsi ad Angel.

Bruciava.

Tutto bruciava.

L’acqua, i corpi di quelli che non avevano fatto in tempo a raggiungere l’asciutto e anche di qualcuno che lo aveva fatto, ma era stato ugualmente aggredito da fiamme o scintille.

Bruciava il suo cuore e bruciava la sua collera… e anche Angel, da lì, sebrava bruciare…

Fermo, immobile su quel minuscolo scudo di roccia, volto verso di loro mentre le fiamme sembravano muoversi attorno a lui per sfiorarlo.

E sarebbe bastato un attimo… perché i suoi vestiti, zuppi di petrolio, andassero a fuoco…

Sarebbe bastato solo uno sbuffo di calore più intenso…

Come sarebbe bastato a dar fuoco ai vestiti o ai capelli di lei… eppure Kate rimaneva sulla riva, con le ginocchia quasi nell’acqua, e quando Spike l’afferrò di peso, trascinandola verso l’interno, si volse verso di lui, e lo fissò furibonda… con le labbra colme di accuse che le morirono sulle labbra, quando vide l’espressione del volto di lui, e il modo in cui fissava quella figura scura circondata dalle fiamme… e la forza… la folza con cui girò la testa.

Ringhiando quasi.

Cercando il responsabile di quell’orrore.

Sahjhan…

Kate si voltò, conficcandosi le unghia nella mano.

Era lui il responsabile di tutto.

Lui aveva rapito Spike, quando era solo un bambino indifeso, lui voleva distruggere il mondo, lui aveva dato fuoco al petrolio nell’acqua, evidentemente pronto a qualsiasi tentativo di intrusione…

E lui stava loro davanti, al centro della penisola, circondato dalle sue guardie demoniache e da 12 piccoli bracieri… su cui erano disposti altrettanti bambini addormentati… probabilmente per effetto di una qualche droga.

Lui… quella figura oscura, grigia come la sua pelle… quell’essere che sembrava quasi emanare cattiveria…

E che Kate si ritrovò ad odiare, senza nemmeno conoscerlo…

Al suo fianco, Spike ringhiò, lanciandosi sulle guardie che corsero verso di loro, mentre Sahjhan indietreggiava di un passo, e Kate tornava a guardare il lago infuocato, attirata dalle urla disperate delle torce viventi, consumate in una danza terribile.

Ne vide due vicinissimi alla riva, e voltatasi disparatamente aferrò un pezzo di legno, tendendolo a quello che una volta era stato un demone di qualche specie… e sperando che non prendesse fuoco, o non trascinasse anche lei nel lago…

“Afferralo!” Gridò, tendendolo verso di lui, e l’altro lo aveva quasi fatto quando nell’aria risuonò un fischio sotile e acuto, e Kate si ritrovò sbalzata al’indietro, perdendo la presa sull’asta, mentre una luce giallognola percorreva il lago, perdendosi fra le fiamme.

Boccheggiò, saltando di nuovo carponi, e strisciando verso la riva.

“Lasciali perdere!” Urlò Spike alle sue spalle, continuando a combattere. “ recupera un bambino! Spezza il cerchio del’incantesimo!”

“Non posso lasciarli così…” Ansò, ignorando le sue parole, e lo sguardo esasperato che le lanciò.

“Brucerai anche tu, stupida!” Gridò. “ E brucerai davanti agli occhi di Angel!”

Kate strinse le labbra, tendendosi di nuovo verso il lago, quando la sua testa battè violentemente contro un muro che non poteva vedere…

“No…” Ansò.” No… “

Un incantesimo… ecco cos’ era stato qual bagliore… un altro incantesimo…

Battè le mani sulla parete invisibile, e sollevando gli occhi si accorse che anche Angel stava facendo la stessa cosa…

“Grazie a Dio…” Spike le scivolò di fianco, fissando il centro del lago, le mani sporche si sangue scuro.

“Siamo tutti bloccati!” Esclamò Kate, senza capire.” Loro non possono raggiungerci e noi non possiamo andare da loro!”

“Ma anche le fiamme lo sono, amore! La barriera gli impedice di raggiungere chiunque non sia in acqua…

Avanti, mammina ringrazia l’amico Sahjhan! E per cortesia, dimmi che quel cazzo di pistola non è bagnata!”

“E’ bagnata…”Rispose lei, tirando fuori l’arma dalla schiena dei pantaloni.

“Lo sapevo!” Spike afferrò un vampiro, scaraventandolo dietro di se, contro la barriera invisibile, e dando così le spalle a … qualcosa di molto grosso… che Kate stecchì con una sequenza di cinque colpi in mezzo agli occhi.

“E’ bagnata…” Rispose alla muta, e molto impertinente domanda negli occhi del vampiro biondo. “ ma questo non vuol dire che non possa sparare! Ma a che secolo sei rimasto con le armi?!?!”

Chissà perché, temeva che la risposta sulle labbra di lui non sarebbe stata propriamente da educanda… ma per fortuna c’era troppo caos perché Spike si potesse dedicare a lei.

Un attimo dopo, un altro demone lo aveva già attaccato, e Spike lo afferrava per la testa, mentre Kate si lanciava in avanti, verso l’anello di bracieri. Verso i bambini addormentati che una mente perversa aveva trasformato in armi…

Chiudendo la sua mente a ciò che c’era dietro di lei.

Ad Angel, imprigionato in una gabbia di fuoco, e all’altra riva dell’” arena”, di cui quello stesso fuoco le impediva la visione.

Wesley, Faith, Giles…potevano essere tutti morti, annientati dai demoni che aveva fatto appena a tempo a scorgere, prima che il lago prendesse fuoco. E loro stessi… quante possibilità avevano di salvarsi?!

Quante…molte! Decise, quando il corpo di un quarto demone le crollò di fianco… se Spike continuava ad essere una tale furia!

Sollevò la pistola, sparando a qualcosa di molto simile a una lucertola, che si ripiegò su se stesa con uno schiocco di lingua, e allungandosi poi verso uno dei bracieri.

Ce l’aveva quasi fatta, aveva quasi afferrato uno dei bambini, e spezzato il cerchio magico che si serviva di loro, quando sentì Sahjhan urlare un “ No!” strozzato, e un attimo dopo la coda del demone lucertola la colpì in pieno petto, lanciandola all’indietro.

Kate boccheggiò per il dolore alle reni, e si puntellò su una mano, mentre con l’atra sollevava la pistola, puntandola al mostro che in quel momento la caricava.

Sparò e lo prese di nuovo al petto.

Ma questo non servì a fermarla.

“Sangue, Kate!” Sentì’ Spike urlare.” Lo sanno tutti che i D’tor hanno il cuore nello stomaco!”

Vide il vampiro atterrare il rettile. Velocissimo.

E un secondo dopo afferrare lei e tirarla in piedi.

“Là dietro!” Gridò, indicando con il mento un ‘asperità nella parete della grotta, che avrebbe potuto servir loro da rifugio.

Kate annuì, correndo. Le orecchia ancora piene di urla e crepitio di fiamme, che però non riuscirono a coprire il gemito di Spike.

Si voltò. E lo vide con gli occhi sgranati, una freccia conficcata nella schiena ed un ‘altra in una gamba. Ma che nonostante tutto continuò a correre, gettandola bruscamente oltre lo spuntone .

Erano stati i due demoni gemelli ai lati di Sahjhan a colpirlo, creature sottili con volti allungati e pelle pallida come porcellana, con le frecce dei loro lunghi archi ricurvi, già pronti per colpire un ‘altra volta.

Ma anche Kate lo era…

Saltò in ginocchio, e proteggendosi dietro la grossa roccia sparò davanti a se, contro i demoni che arrivavano.

Ne colpì uno alla fronte, e poi, finalmente, il demone- lucertola allo stomaco. Mentre in testa contava quante pallottole ancora le restavano.

“Lasciateli perdere!” Urlò Sahjhan . “ Tornate dietro di me! Non posso finire il rito con voi sulla traiettoria!”

La… traiettoria?!

Kate vide i due demoni rimasti tornare indietro, prendendo posto, accando agli “ arcieri”, alle spalle di Sahjhan. E con un rapido movimento si girò verso Spike.

Si era già tolto le due frecce, e fissava oltre la sporgenza di roccia, come non avvertisse dolore.

“Devi colpire lui…” Mormorò.” E poi, se siamo fortunati, potremmo uscire di lì…”

Kate seguì il suo movimento, e non credette ai suoi occhi quando vide un ‘alta apertura seulla parete dietro di loro.

L’imbocco di un tunnell…

Tornò a guardare Sahjhan, e poi di nuovo Spike.

Mentre in fretta capiva… e i suoi occhi cercavano Angel, e non riuscivano a trovare che una figura indistinta, ricircondata dall’oro delle fiamme… una figura che batteva freneticamente le mani contro la barriera invisibile che gli impediva di aiutare suo figlio.

Così… doveva aver battuto le mani contro la porta della casa di suo padre… con quella stessa disperazione… e Kate… non gli aveva dato nemmeno una possibilità…

“Ti amo…”Sussurrò fra le labbra, prima di voltarsi di nuovo verso Spike.

“Dovrò alzarmi…”Mormorò piano.” Da qui, e così… non ce la farei mai a colpirlo in testa… perciò, quando lo farò… non tirarmi giù…”

“Cosa?!” Spike sgranò gli occhi, e sembrava avere già dimenticato le sue ferite.” No! “

“Spike…”

“Credi che lascerò ammazzare la sua ragazza e poi andrò da Angel a riportargli la carcassa?! No, grazie!! Dammi quella pistola!!”

“Spike, no… io sparo molto meglio di te…”

“Che ne…”

“E non ci sono più di due pallottole…”

La fissava ora, con gli occhi di un animale in trappola… e la odiava ora… perché non poteva salvarla.

Kate allungò la mano, sfiorando quella di lui.

“Non ti faranno neanche premere il grilletto…”Mormorò Spike cupamente.

“In tal caso… proverai tu…ma potrebbe anche essere … che non mi colpiscano…”

“Si… “ Sussurrò lui.” Certo…

Dannazione!!” Urlò, guardandosi intorno e stringendo i denti. “Devi farlo, allora fallo!!

Cazzo… Angel non si poteva prendere una con un po’ di cervello!!”

Kate gli sorrise. Se non ci fosse stata Buffy in pericolo… e se non ci fossero state altre persone che Spike amava, non glielo avrebbe fatto fare…

Ne era certa… come era certa di respirare…

E per un attimo si chiese se si sarebbe fidata così di lui, se lo avesse visto ai tempi in cui era ancora… cattivo…

E non ebbe bisogno di attendere risposta.

Non guardò più Angel, ma ebbe l’impressione di sentirlo battere più forte sulla prigione che lo costringeva.

E non guardò Spike, i cui occhi sentiva su di se.

Si alzò in piedi, stringendo la pistola fra le dita, e puntandola diritta davanti a se.

Poi, la luce esplose.