Tutto l'amore del mondo

Capitolo III Cercando Connor


Ecco.

Come sempre Buffy rubava a tutti la scena, e con la testa alta raggiungeva Angel e Spike, e li precedeva oltre la porta che conduceva alla cantina, e poi ai tunnell.

Come sempre lei era la Cacciatrice… l ‘eroina… che dava il suo aiuto come per copncedere un piacere al mondo, abbassandosi a salvarlo…

Come per concedere un piacere ad Angel…

Uno scomodo, fastidioso piacere.

E Cordelia avrebbe voluto precipitarsi su di lei pochi minuti prima, e afferrarla dai capelli, e gridarle in faccia che poteva tenerselo il suo prezioso aiuto…

E urlarle tutto ciò che aveva sempre desiderato, in quegli ultimi anni.

Ma non poteva… e non doveva…

Perché Cordelia non poteva aiutare Angel… mentre Buffy poteva farlo…

Perché Cordelia non aveva nemmeno un decimo delle possibilità che aveva lei di ritrovare Connor…

Non aveva un decimo delle possibilità che aveva Spike, o Wesley , o Giles, o Kate…

E allora doveva mettersi da parte.

E lasciare che fossero loro ad agire…

E lasciare che Buffy Summers e il suo egocentrismo appestassero il luogo in cui erano stati felici… fino a due gironi prima…

Ingoiando l’orgoglio e i pezzi del suo cuore.

Non serviva…

Cordelia non era indispensabile…

Perché non sarebbe riuscita a scuotere Angel ne a trovare Connor, ne a consigliare Wesley meglio di quanto già non facesse da solo…

E non sarebbe riuscita nemmeno ad affrontare di nuovo Buffy senza saltarle al collo.

Lo sapeva…

Era passato il tempo in cui aveva creduto di poter essere sempre indispensabile il tutto…

E ne era venuto un altro… in cui Cordelia Chase sapeva ciò in cui poteva veramente essere utile…

Non sospirò mentre piano sfiorava con le dita il corrimano di legno, lasciando la platea delle scale, con le figure ai suoi piedi che si muovevano come attori sul palcoscenico di un dramma.

Con gli occhi pieni di lacrime e un orsacchiotto di pezza stretto al petto…

Solo una scusa.

Per scendere di sotto… e non scoppiare di rabbia…

Aprì piano la porta, e la penombra della stanza le ferì di nuovo il cuore.

Come la figura inerte, stesa nel suo letto.

“E’ arrivata anche Buffy…” Mormorò, sedendo piano sulla sedia accanto a Lorne. “ Ma credo che tu te ne sia accorto…

Gridava così forte che devi averla sentita… dovunque tu sia…”

Allungò il braccio, posandogli accanto al petto l’orsacchiotto di Connor. Nella folle convinzione che lo potesse vedere.

Lei sapeva che era così…

Lei ci era passata.

Cordelia era stata in coma, ed era uscita dal suo copro, per osservare ciò che dicevano e facevano i suoi amici…

E anche Lorne, ora, doveva essere lì…

Da qualche parte…

A guardarla e sorridere di lei…

E inclinare il capo in quel suo modo assurdo…

E Cordelia si chiedeva se anche come proiezione astrale avrebbe conservato quei suoi assurdi vestiti…

“ Questo l’ho preso tanto per prenderlo…” Gli confidò, sistemando l’orsetto. “ non potevo mica scendere e sbuffare addosso a quella “nana” che mi ha rotto le scatole una volta per tutte…

Non potevo mica strillarle addosso di decidersi a crescere…

Ho una mia dignità, sai…”

Sorrise, senza nemmeno volerlo, e allungò una mano per sistemargli meglio i bordi della vestaglia.

“Cosa ne saprai tu, poi… di dignità…

Guarda come ti sei fatto conciare…”

Lorne era lì… e se pure non ci fosse stato… se pure fosse andato un attimo a dare un ‘occhiata agli altri… era lì che sarebbe tornato.

E allora, Cordelia lo avrebbe convinto a svegliarsi.

Almeno a questo poteva servire.

“Sai… “ Esclamò, appoggiandosi allo schienale. “ quando ti deciderai ad aprire quel cavolo di occhi rossi ti insegnerò qualche mossa di attacco…”



Faceva freddo in quell’albergo.

Tanto freddo.

Ed era un freddo che penetrava nel cuore di Kate, e lo ghiacciava.

Un freddo che lei non avrebbe dovuto sentire.

Perché lei stessa era fatta di ghiaccio.

A detta di tutti. Dei suoi ex colleghi come di coloro che aveva arrestato.

E il ghiaccio… non poteva provare freddo… non poteva tremare… non poteva provare il bisogno di stringersi le braccia attorno al corpo. Come Kate.

Il ghiaccio non aveva bisogno di ricacciare dentro di se l’angoscia nel vedere le macerie nella hall, che nessuno aveva ancora rimosso.

E non piangeva, piegato sul volante di un ‘auto, davanti alla foto di un bimbo mai visto.

Il ghiaccio era forte, come Kate non era mai stata. E si spezzava… proprio come Kate.

Ma non ora. Assolutamente… non ora…

Entrò nell’altrio deserto, e il rumore dei suoi passi l’assordò, più del frastuono di poche ore prima.

Dandole come l’impressione di entrare nel regno di un fantasma.

Urtò qualcosa, un mobile riverso in terra, e sobbalzò quando le colpà le orecchia la musica di un carillon. Un piccolo carillon a forma di giostra.

Si chinò a prenderlo, e nello stesso istante, da quel regno di ombra, emerse il volto provato di Wesley.

“Kate!”Esclamò, affacciandosi dalla porta del suo ufficio. “ Perdonami. Non ti ho sentita entrare!”

Lei avanzò, ostentando sicurezza.

“Lo hai lasciato andare…?” Chiese soltanto.

Lui scosse le spalle, e non ci fu bisogno di chiedere a chi si riferisse.

“Non lo so, Kate… lui è uscito con Buffy e … e siamo d’accordo che lo cercherà… solo… ma non so quanto riuscirà a trattenersi prima di ricominciare a spaccare ogni cosa… non so nemmeno quanto sia giusto chiederglielo… “

Si lasciò scivolare dietro quella scrivania che all’improvviso sembrava troppo grande per lui, e a Kate fece una gran pena quell’uomo così solo che stava sostenendo un ruolo così difficile. Senza dimostrare cedimenti…

In un certo senso… le ricordava se stessa.

E forse era per questo che adesso rivelava parte della sua stanchezza proprio a Kate, che non era mai nemmeno stata sua amica.

“Stai facendo un ottimo lavoro, Wesley…”Mormorò.

Lui si coprì il volto con le mani.

“Vorrei solo che servisse a qualcosa…”

“Titti stanno dandosi da fare… e Angel è in piedi. Direi che a qualcosa è servito…”

“Angel è in piedi non so nemmeno io come… e non so quanto ci resterà.

E’ distrutto. Quel bambino era…”Strinse le labbra.” È tutta la sua vita… e ora c’è anche Buffy che certo non rende le cose più facili e…”Sollevò gli occhi azzurri, guardandola. “ ma tu… non sai chi è Buffy…”

Kate sorise.

“Qualcosa la so…

La stazione di polizia…”Continuò, di fronte allo sguardo stupito di lui. “ quando Faith fu arrestata…

So che… stava con Angel, e che allora…”Distolse per un attimo gli occhi.” Lui l’amava ancora…”

“Sai che è una Cacciatrice e … che cos’è una Cacciatrice?”

“Si…”Sussurrò, e assurdamente si sentì di nuovo vicina alle lacrime. “ ne ho letto…”

Vide Wesley scotere la testa, prendendola di nuovo fra le mani.

“E’ tutto così complicato da spiegare…” Mormorò. “ per chi non ci si trova dentro…”

“Ehi…” Kate allungò una mano, sfiorandogli con gentilezza la spalla.” Non importa.

Veramente.

Ci sarà tempo per spiegarmi. Quando avremo trovato Connor… e allora…”Sorrise. “ ti assicuro che ti farò seccare la gola…”

“Credi… che lo troveremo…”

Povero… povero Wesley… che continuava a recitare la parte del capo quando probabilmente avrebbe solo voluto piangere.

“Io ho fede…”Rispose piano.” Ho fiducia che presto… sarà di nuovo qui… con voi…

Angel… non può avere avuto un figlio per perderlo così…”

“E’ assurdo…”Wesley si tese all’indietro, poggiandosi allo schieale della poltrona.” Sei l’unica… che ne è convinta veramente… “

“Forse sono solo la più testarda di tutti… okay…”Allungò a Wesley una cartellina con dei fogli, mentre sedeva sullo spigolo della scrivania.” Ora… questa è la denuncia, insieme al tuo documento. In centrale aspettano le analisi del bambino e qualcosa da cui reperire il DNA… posso portarle io o un altro… mm… qui c’è il nome dell’incaricato…

A questo punto tutti i miei contatti si stanno movendo… c’è un settore rimasto scoperto o mi muovo a intuito?”

“Mm…”Wesley sfogliò piano le carte. “ In verità un sospetto ci sarebbe, però…”

“Wesley”Lo interruppe Late allungendo una mano.” Niente ma.

Io non so niente di tutto quel che c’è dietro, ma so che è il bambino di Angel, per cui dimmi solo a chi vedo pestare i calli.”

Wesley sospirò, e all’improvviso sembrò invecchiato di dieci anni.

“Wolfram e hart.” Mormorò.



„Dannazione!“ Urlò Linwood, battendo furiosamente i pugni sul piano della scrivania.

Davanti a lui, Lilha Morgan sobbalzò, mentre con sadismo godeva dell’ espressione umiliata di Gavin Park.

L’odiato Gavin Park.

E solo vedere quell’ombra sul suo viso valeva la pena di sopportare la sfuriata di Linwood, che tanto spesso le faceva rimpiangere Holland.

Più mortale, ma per lo meno più silenzioso e discreto.

“Per quale motivo vi mantengo in vita?!” Esclamò, il volto una maschera di collera.” Dovevamo essere i primi a sapere del rapimento! E invece saremmo rimasti all’oscuro, se Lilha non ci avesse informato!”

Gavin Park deglutì, lanciandole un rapido sguardo che accrebbe a dismisura la sua soddisfazione. Oh, si, ne valva la pena… com ‘era valsa la pena giocarsi le coronarie di fronte alla furia di Angel.

“Ho fatto solo il mio dovere…”Cinguettò, ma fu gelata dal secco commento di Linwood.

“Ovvio che hai fatto solo il tuo dovere! E continuerete a farlo, e farete molto di più, e troverete quel moccioso prima che chiunque possa usarlo per qualche casino che non sia organizzato e gestito da noi!

E prima che il socio maior lo venga a sapere…”

Si abbandonò sulla poltrona, la sola prospettiva della furia del socio maior che lo faceva impallidire come un cencio. Almeno al pari della prospettiva che, dopo che a Lilha, Angel facesse visita anche a lui…

Ecco. Anche questo le faceva rimpiangere Holland.

O, a dirla tutta, le faceva rimpiangere di non esserci lei al suo posto!

“Andate!” Esclamò Linwood, scotendo la mano.” Non voglio più vedervi fino a che non avrete trovato quel marmocchio!”

lilha annuì, e precedette ostentatamente Park fuori dall’ufficio.

“Bella forza!” Ringhiò l’uomo al suo fianco.” Lo avrei avvertito anche io, se Angel fosse venuto a minacciare me!”

“Se Angel fosse venuto a minacciare te…”Ghignì Lilha . “ saresti a pulire il pavimento di casa, adesso!”

Voltò l’angolo, sempre tallonata dall’uomo.

Quanto, quanto le piaceva quella situazione!

“Io mi occuperò di allertare la squadra speciale…”Cominciò Park, ma lei lo interruppe, spiengendo la porta del suo ufficio.

“E io non ho intenzione di dire a te come intendo muovermi!” Sorrise. “ Prova a usare le tue scartoffie per trovare il pupo, mentre io faccio qualcosa di concreto!”

“Senti Morgan…”

“Non eri tu che non volevi collaborare? Sempre così sicuro di te? Cos’ è, sporcarti le mani sul campo ti fa paura? O è Linwood a fartene?”

Allungò la mano verso l’interruttore della luce, ma sobbalzò , voltandosi di scatto, quando alle sue spalle sent’ l’uomo gridare.

Fece a tempo a vederlo cadere. Mentre la porta ancora si chiudeva.

E lei, che un attimo prima aveva deriso la sua paura, assaggiò il velenoso sapore del terrore.

Un terrore noto, che invano aveva cercato di dimenticare.

E che spesso aveva invaso i suoi incubi.

Come gli occhi scuri che le stavano davanti.

Gli occhi felini di un predatore, vibranti di follia.

Che la paralizzavano di terrore.

“Ciao giglio…”Sentì, nelle orecchia e nel sangue nelle sue vene. “ è vero che vuoi trovare il mio bambino?”



Invisibile.

Come un gatto accucciato in un angolo…

Come la magia che le scorreva nelle vene.

Come una bambina spaventata dentro lo stipo basso della cucina di una vecchia casa del sud.

O come una ragazza che piangeva in mezzo alla strada… dove chiunque avrebbe potuto vederla, ma nessuno lo faceva…

Invisibile…

Come l’amore, o l’odio, o il rancore, o il calore umano.

Come la forza che brillava negli occhi calmi di quel giovane uomo che da un giorno intero lottava con un mondo che avrebbe spaventato i più…

Quell’uomo con la magia nel cuore e nel cervello… che riusciva a non farla sentire… invisibile…

Invisibile come sempre.

Invisibile come prima, al loro arrivo, quando avevano cominciato a parlare, e Tara aveva desiderato scomparire… o aveva la mano di Willow, da stringere nella sua…

Invisibile… ecco com ‘era sempre stata Tara Mc Clay…

Invisibile nelle sue lacrime, invisibile nel suo dolore, persino agli occhi del suo stesso padre… Invisibile nella sua classe e fra i suoi amici…

Così invisibile che a volte si era chiesta se davvero esistesse…

Prima di conoscere Willow…

E adesso, a questa fanciulla invisibile, si chiedeva di aiutare a salvare il mondo…

Mentre per lei la cosa più importante era far sapere a Will quanto l’amava…

E si chiedeva ancora e ancora cosa ci facesse lì… a raccogliere ingradienti e comporre pozioni… mentre Buffy cacciava… mentre Spike spiava fra le tenebre, e quella donna, Kate, quella donna con l’amore negli occhi che aveva intravisto e conosciuto ormai cinque ore prima, rischiava la sua vita avvicinandosi a qualcosa di terribile… ed umano…

E mentre Angel cercava il suo bambino… e Cordelia vegliava instancabilmente il suo amico, e Wesley… Wesley, che sembrava avere forza senza fine e che stava per crollare… parlava piano con Giles, raccontandogli ogni cosa.

E in un modo che lei non capiva, riusciva ancora… a non farla sentire invisibile.

Con le sue occhiate gentili, con i suoi sorrisi rassicuranti, mentre, appoggiata al bancone dell’atrio, lei continuava a miscelare i suoi in gradienti.

Era arrivato meno di mezz’ora prima, Giles, direttamente dall’aereoporto… con una sola valigia in una mano e il suo carisma nell’altra.

E dopo un ‘occhiata, una sola lunga occhiata quasi di sfida all’Inglese più giovane, gli aveva stretto la mano, e aveva preso a parlare con lui. Concitatamente.

Come se temesse, come tutti, di non avere molto tempo.

“Un rito di Amyra… “Wesley si passò la mano fra i capelli socchiudendo leggermente gli occhi, pensoso. “ E’ rischioso…”

“E’ preciso…” Obbiettò l’altro. “ il più preciso…”

“E la formula esatta…”

Giles sollevò la sua borsa, aprendola con un gesto secco e tirandone fuori un foglio accuratamente ripiegato, che Wesley prese subito, osservandolo.

“Qualcuno al Concilio non sarà molto felice …” Commentò. “ hai spaginato uno dei volumi base…”

“Così impareranno a non prestarli al primo Osservatore che li chiede… non sai quante volte l’ho ripetuto…”

“Mm… “

“Te la senti?”

Wesley sollevò gli occhi, e parve dispiaciuto quando esclamò piano: “Naturalmente!

E anche se non me la sentissi, non è certo qualcosa di cui si possa discutere… “

Giles sospirò.

“Il Tri- clon… colui da cui può dipendere il destino del mondo…”

“O forse… solamente il bambino di Angel…”

Per un attimo, i due uomini si guardarono, come due rivali su un terreno di sfida, frenati solo dal reciproco buon senso.

E c’erano molte cose non dette fra di loro. Vecchi rancori da scoprire e domande mai dimenticate a cui rispondere, che Tara poteva sentirle fin da lì…

Ma entrambi sapevano… che non era quello il momento.

“Tara…” Giles si voltò verso di lei. “ tu te la senti?”

Lei annuì piano, senza rispondere, e in quell’attimo stesso poggiò sull’ultima delle ciotole una foglia di Oleandro, perché la polvere magica che conteneva non si disperdesse.

“Bene… “ Mormorò cupo Wesley. “ Ora ci serve solo…”

“Buffy!”

Tara sobbalzò, voltando la testa. Seguendo la direzione degli occhi di Giles.

Fino alla figura snella della Cacciatrice, che stringendo un paletto entrava dalla porta della cantina.

La ragazza sollevò gli occhi, e per un attimo i due si fissarono, occhi negli occhi.

Fino a che il rancore non si sciolse, e Buffy lasciò andare la sua arma.

Abbracciò Giles con trasporto, nascondendogli il volto nella spalla, e lasciando trasparire per un solo istante quanto le pesasse tutto ciò che accadeva.

“Volevo che venissi…” Ansò. “Mi sembra di impazzire...

Angel è… io non lo riconosco… e…”

Tara abbassò per un attimo lo sguardo, cme investita dall’imbarazzo di Buffy, quando realizzò la presenza di Wesley poco discosto da Giles.

Discreta, come sempre, ma non abbastanza.

Buffy si voltò, sollevando il mento.

E fu peggio. Perché si accorse che c’era anche Tara.

“Buffy…” Mormorò piano Giles. “ dov’è Angel…?”

Lei boccheggiò, tornando a voltarsi di scatto.

“Dov’è… Angel?! “Esclamò. “ Dov’è Angel?! Non ci vediamo da mesi, potrei aver passato qualunque cosa e tu mi chiedi dov’è Angel?

Io… ho avuto paura di essere un demone, Giles… sono stata umiliata… sono stata depressa… Ho… ho passato cose di cui non puoi avere idea, e tu arrivi qui, e neanche mi chiedi come sto?

Da dove cavolo vi viene tutto questo interesse per Angel?

Perché non lo avete avuto tre anni fa?! Perché non avete pensato allora che bravo ragazzo?!

Perché non gli avete impedito di andarsene via, invece di buttarlo fuori dalla mia vita?! “

“Buffy…”Cercò di interromperla Giles, prendendola per le spalle.

“ E ora lui ha una vita, ha un figlio, mentre io… io che cosa ho?

Io ho Spike e…”

“Buffy!”

Giles l’abbracciò, stringendola a se.

“Hai ragione…

Hai ragione, dovevo… chiederti come stai, e dovevo… “Chiuse gli occhi. “ ho sempre pensato al tuo bene…”

“Tutti volete il mio bene, ma non fate altro che prendere decisioni…” Tara vide Buffy stringere i pugni, fino a conficcarsi le unghie nei palmi.

Dal giorno in cui le aveva detto che non era un demone non l’aveva più vista così sconvolta. Ma essere lì, in quella città, spala a spalla con Angel, la costringeva a fare i conti con troppa parte di se stessa.

“Angel è ancora fuori…” Disse cupa, staccandosi dall’uomo, la voce di nuovo vibrante di collera controllata. “ ci siamo separati quasi subito…”

“Lui… ti ha fatto andare da sola?” Mormorò Wesley stupito.

Buffy scosse le spalle, stizzita.

“Non si era neanche accorto che c’ero… ha indicato a Spike e me come tornare indietro… poi è stato in silenzio… non credo si sia accorto che ci ha persi…”

“Ci serve…”Spiegò l’uomo.” per un incantesimo…”

Un attimo dopo, Wesley si voltò, raggiungendo Tara dall’altra parte della hall.

“Lo cerco sul cellulare… “Mormorò.” sempre ce l’abbia… e che sia ancora intero…”

Probabilmente Tara non avrebbe mai saputo se quel cellulare Angel non lo aveva con se o lo aveva distrutto… ma, mentre il silenzio calava sull’Hyperion e Wesley ripeteva più volte il numero, immaginava che non l’avrebbero trovato.

“Lascia stare… “ Sbuffò alla fine Buffy, raggiungendolo e togliendogli dalle mani la cornetta. “ chiamo Spike, lo recupererà lui… così almeno si rende utile… “

“Da quando in qua Spike ha un cellulare?” Mormorò Giles voltandosi.

Buffy non rispose, componendo il numero, e tara si ritrovò suo malgrado a sorridere notando la sua espressione.

Il mondo poteva finire da un momento all’altro, inondato dal sangue di un bambino innocente… eppure, in quel momento, l’unica cosa che importava veramente a Buffy era che Giles non le chiedesse come mai quel numero di cellulare lo conoscesse a memoria.



“Sei tu Joe Arghos? “

L’uomo sollevò il volto, scrutandola con i grandi occhi scuri sul volto incredibilmente scavato.

“Preferisco farmi chiamare il ratto…” Sibilò, studiandola. E a quanto pare gli piacque ciò che vide. “ Ma tu, se vuoi, puoi chiamarmi Joe…”

Kate lo fissò, reprimendo a stento un sussulto di disgusto.

Era fin troppo abituata a farlo, dopo anni in polizia, e sapeva che nulla di ciò che provava traspariva dal suo volto, mentre prendeva posto sulla sedia di fronte all’uomo. Lurida, come tutto in quel locale della più oscura periferia di Los Angeles.

E, del resto, non c’era da stupirsi, visti i clienti abituali …

Non solo demoni, vampiri, e simili delizie, in generale, ma, a detta del suo contatto, la feccia di ogni razza possibile. I fuoriusciti, i paria, e tutti coloro che non volevano dare nell’occhio…

Tutte categorie in cui Joe Arghos pareva rientrare alla perfezione…

Oltre che in quella di chi la guardava di gran lunga con troppa lascivia!

“Molto bene… ratto… “Sibilò. “io ho i tuoi soldi, tu quello che voglio sapere… per cui, parla!”

“Ehi!” L’uomo si tese all’indietro, sollevando le mani.” Quanta fretta! Mi fai pensare che una dura come te abbia paura a stare in questo … covo di bravi ragazzi…”

Kate si lanciò un ‘occhiata attorno.

In effetti il locale era quasi completamente vuoto, ma dei pochi avventori presenti, come pure del barista, avrebbe preferito non sospettare nemmeno l’esistenza!

“Non si è parlato chi chiacchiere al telefono!” Tagliò corto. “Dimmi quello che voglio sapere e dammi una ragione per credere che sia la verità!”

“ Prima i soldi…”

“Neanche per sogno…”

“Allora non saprai mai ciò che la W e H… ha in serbo per quell’adorabile bambino… “

Kate strinse le labbra, scrutando negli occhi dell’uomo come decine di volte aveva fatto con la peggior feccia di Los Angeles.

In cerca di risposte.

Che… lo sentiva… quel bastardo non poteva darle. Eppure…non poteva arrischiarsi a sbagliare…

“Sai cosa, ratto… “ Lo provocò. “ io non credo che tu sappia un bel niente. Credo che tu stia solo cercando un modo facile per fare soldi… e credo… che pensi che è andata bene… che ti è capitata una donna invece di chissà quale… animaletto…o al padre del bambino …

Che se fosse arrivato un uomo, o se avessi fiutato il pericolo, avresti dato una risposta diversa alla mia domanda… mentre così, con una donna, non corri nessun rischio, e se ti va bene riuscirai anche ad allungare una mano…

Bè, lascia che ti dica una cosa… “ Si sporse sul tavolo, stringendo gli occhi. “ ti sbagli… e non hai nemmeno idea di quanto… “

“Dovrei avere paura?” L’uomo sghignazzò. “Li vedi tutti i presenti, tesoro? Non mi possono vedere… ma sta sicuro che se rovescio il tavolo e faccio un po’ di casino… e se vado a dire che stai col vampiro con l’anima… ti saltano tutti addosso… così… sulla fiducia… o per il gusto di sbattersi un amica di Angel…

Può fare male, sai… non hai idea di quanto …”

“Non hai idea di quanto può fare male questa… “ Sibilò Kate, togliendo la sicura alla pistola nella tasca della sua giacca di jeans.

Vide l’uomo impallidire, e approfittò del vantaggio per continuare: “Lo hai detto, nessuno ti può vadere qua dentro. Per cui se ti sparo, prima che tu abbia anche solo il tempo di nominare Angel, a nessuno importerà un fico secco… e io uscirò di qui illesa, e andrò a cercarmi un vero informatore… “

“Non hai il fegato… “ Sibilò lui.

“Non sarebbe la prima volta… e nemmeno la decima. Per cui, adesso… convincimi che posso crederti…”

“Sei Joe Arghos?”

Kate sgranò gli occhi, ma permise a se stessa di lanciare solo una rapidissima occhiata all’uomo comparso al suo fianco.

Sapeva che le minacce facevano parte del gioco per feccia come Arghos, ma non per questo avrebbe perso di vista l’ uomo su cui puntava una pistola.

Il nuovo arrivato poteva essere un ragazzo sui venticinque o ventisei anni, con i capelli biondo platino e gli zigomi marcati, decisamente attraente, avvolto in un lungo spolverino di pelle nera.

Pericoloso. Lo sentì immediatamente.

Più di quanto Joe Arghos sarebbe mai stato.

Era certa che, proprio come aveva detto prima, l’uomo davanti a se avrebbe negato la propria identità… se solo fosse stato solo… ma con lei lì, l’unica cosa che potè fare fu sorride, fin troppo nervosamente…

“Sembra che oggi mi vogliano tutti … “

“Fredda gli entusiasmi, zombie! “Sbottò il ragazzo, che parlava con un marcato accento inglese.” Non sei il mio tipo!”

“E allora… “ Mormorò cupamente Kate. “ Perché non sparisci?”

L’altro la fissò, e l’ironia nella sua voce la tagliò come una lama.

“Perché mi sono follemente innamorato di te!” La schernì. “ Peccato che tu mi abbia appena congelato … tutto!”

Afferrò una sedia, e senza tanto complimenti prese posto accanto a Kate.

“Devo parlare al tuo ragazzo, mia lady, perché non vai a farti un giro?”

Kate dovette lottare per non boccheggiare, ma non riuscì ad impedirsi di voltarsi verso di lui, incontrando gli occhi azzurri più sfrontati che avesse mai visto.

“Bè… “Mormorò un attimo dopo, rivolgendosi nuovamente ad Arghos. “ non dire che non ti ho avvisata…

Degli amici… mi dicono che sai qualcosa di un bambino rapito… “

Kate trattenne il fiato. Con le parole che lentamente le scendevano fino al cuore.

Gelate… come era certa che fosse la pelle di lui.

“Quali amici?” Sputò Arghos.

“Mm… molti amici… troppi… Pare che tu non sappia proprio tenere chiusa quella fogna…”

“Se uno ha della buona merce …”

Merce … proprio come sospettava…

Quel tipo non aveva mai nemmeno messo piede alla W e H…

“Bè, spero che tu non l’abbia già venduta… la merce… perché io e i miei… fratelli saremmo molto dispiaciuti di sapere che ci hanno preceduti…”

Kate fissò la gola dell’uomo, e il petto, oltre il bordo dello spolverino.

Non respirava…

Perfetto… era seduta al tavolo del bar dei tagliagola insieme a uno sciacallo e un vampiro…

“Sei… di qualche… setta…?” Chiese Arghos, umettandosi le labbra.

L’altro sbuffò, tirando fuori da una tasca una sigaretta ed un vecchio zippo.

“Non sono affari tuoi. Ma mi stai annoiando…

Sai o no dove sta questo bambino? Lo stiamo tutti cercando “in famiglia” e vorrei proprio fare contenta la mamma e trovarlo per primo… e … a proposito… datti da fare con la tua ragazza… “Si voltò verso di lei, con un movimento così fluido da ricordarle un gatto. “ non mi stacca gli occhi di dosso… “ La fissò, e dopo un attimo sorrise. Un sorriso lento, quasi compiaciuto.

“ No…” Mormorò. “ tu non puoi essere la sua ragazza…”

“Complimenti… “Rispose piano Kate… “hai vinto una fornitura di piombo… vampiro… “

Livide sollevare un sopracciglio, mentre Arghos, dall’altra parte del tavolo, sibilava: “ La puttana ha una pistola…”

Lui continuò a sorriderle, e con un unico movimento afferrò l’uomo alla gola.

“Impara a trattare le signore!” Esclamò, gettandolo dall’altra parte del locale.”e tu… ti conviene abbassare quell’arma… sai che non puoi uccidermi.”

“No… “Kate continuò a guardarlo, movendo impercettibilmente il mento verso il basso. “ ma posso farti tanto… tanto male…”

Il ragazzo abbassò gli occhi, e solo in quel momento realizzò “dove” stava puntando la pistola, ancora nascosta nella sua tasca. E uno sguardo insieme di ammirazione e di rabbia gli passò negli occhi.

“Alzati… “ Ordinò Kate. “ molto piano…”

“Posso disarmarti in un secondo… “Fece lui. Ma obbedì… immediatamente.

“Rischiando di farmi partire un colpo? Chissà perché ho idea che tu ci tenga alla tua virilità…”

“Lo sai?” L’uomo sorrise, mentre Kate gli faceva cenno di camminare all’indietro verso la porta del locale. Sotto gli occhi disinteressati di tutti gli occupanti. “ Mi piaci… e non ho ancora capito perché stiamo litigando.”

“Lo sai?” Ripose lei, spingendolo fuori, nel buio di un vicolo. “ Non me ne importa niente! E non stiamo litigando… tu stai semplicemente per dirmi che cosa sai del bambino di Angel…”

Improvvisamente, ogni traccia di scherno scomparve dallo sguardo del vampiro, e i suoi occhi cambiarono colore, facendosi di un blu cupo e tempestoso.

“Okay… “ Disse, e Kate fu certa di sentirlo ringhiare. “ ora basta giocare… “

Rafforzò la presa sulla pistola, ma prima che avesse il tempo di reagire, due braccia l’afferrarono da dietro, strapandole di tasca la mano..

Reagì immediatamente, abbassandosi e ruotando con il busto, e un attimo dopo scalciò Joe Arghos contro la parete più vicina.

Lasciando il vampiro libero di gettarla in terra… sempre che avesse davver avuto bisogno di quell’ aiuto… inginocchiandolesi sopra e sbattendole i polsi contro l’asfalto.

Kate gemette mentre la pistola le volava dalla mano.

“Sei un grande amico!” Esclamò Arghos, strisciando verso di loro. “era ora che qualcuno le desse una lezione…”

Le mise le mani nelle tasche dei Jeans e Kate si contorse, mentre le sfilava il portafoglio.

“Sai davvero qualcosa del bambino?”Sibilò il vampiro, continuando a guardare lei.

“Ah… “ Kate sollevò il busto, cercando inutilmente di liberarsi. “ quello non sa nemmeno che faccia ha il bambino! E’ solo… uno schifoso sciacallo…”

L’altro strinse i denti, gettandole in faccia il portafoglio da cui aveva appena preso il denaro.

“E con questi volevi comprare un ‘informazione! Ehi, amico, ti spiace se ci faccio un giro anch’ io dopo ?! “

“Vattene!” Ringhiò l’altro. “ Ora!”

“Non voglio mica portartela via…”

Il vampiro sollevò gli occhi, e sotto lo sguardo di Kate mutò il suo volto, trasformandolo in una maschera grottesca e terrificante .

“ Va via… “ Ringhiò, scoprendo i denti. “e ringrazia l’esercito degli Stati Uniti!”

Al che Joe Arghos diede segno di avere almeno una rotella che girasse per il verso giusto, quando sgranò gli occhi, un attimo prima di darsela a gambe levate.

Lasciandola sola con il vampiro… e completamente alla sua mercee…

Come doveva essere stato suo padre… prima che lo uccidessero…

Ma suo padre non sapeva quello a cui stava andando incontro… mentre Kate lo vedeva.

Kate vedeva le zanne acuminate che presto sarebbero affondate nella sua carne… Kate scrutava negli occhi del suo assassino…

E imprecava contro la sua stupidità… e il suo amore…

Avrebbe… avrebbe voluto dire a Angel che lo amava… prima di essere uccisa…

Avrebbe almeno voluto essere certa che lui lo sapeva…

Ma forse … era meglio così…

“Allora, bellezza… “ Sibilò il vampiro. “ Invertiamo le parti… che cosa sai del bambino di Angel?”

Kate deglutì. Sapeva che non poteva nascondergli la sua paura… che poteva odorargliela sul corpo… ma non gli avrebbe dato la soddisfazione di vederla tremare.

“Puoi anche uccidermi subito… perché da me non saprai niente!”

“Oh… non temere… ti ucciderò… “Il vampiro si abbassò, il volto vicinissimo a quello di lei. “ il problema è il subito… “

Avrebbe voluto almeno che… lo sapesse…

“Potrei morderti…”Mormorò lui sulle sue labbra. “ renderti come me… e poi mi diresti tutto quello che voglio…”

Kate non riuscì ad impedirsi di ansare, ma continuò a fissarlo, ostinatamente, senza lasciare nemmeno per un istante i suoi occhi.

Ed erano occhi strani… diversi da quelli degli altri che aveva conosciuto. In un certo senso… le ricordavano quelli di Angel…

Il vampiro si sollevò leggermente, e le sorrise.

“Lo sai…” Mormorò.” Conoscevo un tale a cui sarebbe piaciuto immensamente giocare con te…”

Kate cercò qualcosa da rispondere, la gola che le faceva male per quanto era secca. Ma non ce ne fu bisogno.

Poiché tutta la sua attenzione fu spezzata e poi attratta dal suono squillante di un pianto di bambino.

Vide il vampiro voltarsi di scatto e balzare in piedi, rapidissimo. Scordandosi completamente di lei.

E si ritrovò ad inseguire l’essere che voleva ucciderla, con il cuore che le batteva in petto e la pistola, recuperata da terra, da terra stretta in pugno.

Era assurdo.

Assurdo perché avrebbe potuto ucciderla in un secondo.

E perché qual bambino avrebbe potuto essere chiunque.

Voltò un angolo, e sollevò istintivamente l’arma, sostenendosi il braccio, allertata dai rumori di una lotta.

Mentre, davanti a lei,il vampiro sbatteva in terra una figura avvolta in un lungo mantello chiaro e un attimo dopo ne attaccava una seconda, che teneva in braccio un un bambino, avvolto in un telo.

Ce n’era anche un terzo, seduto in terra, anche lui con un bambino, un po’ più grande, fra le braccia, la piccola testa reclinata di lato.

Il cappuccio del mantello che, scivolando, aveva rivelato un orribile volto grigio, con larghe creste sulla fronte.

Fece per alzarsi, spalancando un’enorme bocca dentata, ma Kate glielo impedì… per sempre… colpendolo con un proiettile diritto in mezzo agli occhi.

Un attimo prima che il vampiro spezzasse all’altro il collo.

Kate corse in avanti, in tempo per vederlo prendere al volo il piccolo.

“Oh, sangue!” Esclamò, tenedolo fra le mani.

Lei sollevò la pistola, tenendosi con le spalle alla parete.

“Lascialo!” Ordinò, mirando alla testa .

Il vampiro sbuffò, tornando al suo volto umano.

“Puoi anche tenertelo…” Mormorò. “ non è quello giusto…”

“Non ha importanza!” Scandì lei, ma non potè impedire al suo cuore di saltare notando anche lei le differenze fra il piccolo urlante e il bambino ritratto nella foto di Wesley. “Ora posalo in terra… con delicatezza… se gli fai del male giuro che ti stacco la testa!”

Lui la guardò, e le parve di scorgere stupore nei suoi occhi azzurri.

Era come… se la vedesse per la prima volta…

Ma non fece a tempo ad analizzare le sue sensazioni, poiché il demone dietro di loro, il primo che il vampiro aveva atterrato, si rialzò con un balzò, ringhiando e saltando verso di lui.

Kate lo aveva visto muoversi, sapeva che quel vampiro biondo avrebbe potuto scansare senza difficoltà quell’attacco… e invece lo vide cadere in ginocchio e piegarsi in avanti, chinandosi sul bambino che teneva fra le braccia.

Per… proteggerlo??

Sparò. Tre… quattro volte. E solo quando il demone, che, col suo aspetto da rettile, era molto differente dal precedente, fu stramazzato in terra, si permise di analizzare quel suo ultimo, assurdo pensiero.

Un vampiro che proteggeva un bambino… o meglio… un … altro vampiro che proteggeva un bambino?? Era… impossibile…

Angel le aveva sempre detto di essere l’unico…

Eppure… lui era lì, in terra, e piano alzava gli occhi per osservare il suo piccolo fardello, che nel frattempo aveva smesso di piangere, prima di sollevarli verso di lei.

Che, più per istinto che per raziocinio, abbassò la pistola.

“Ti giuro…” Mormorò ironicamente l’uomo. “ starei le ore a farmi osservare da te… ma la posizione non è molto comoda…”

Si alzò lentamente, sempre tenendola d’occhio, e Kate glielo lasciò fare.

“Perché mai …” Mormorò. “ un vampiro dovrebbe proteggere un bambino umano che non ha mai visto in vita sua?”

L’altro storse il naso in un modo che sarebbe quasi sembrato imbarazzato.

“Quando trovi una risposta comunicamela, per favore!

Io sono mesi che la cerco!”

“Credevo che Angel fosse il solo…”

“E’ il solo!” Sbuffò lui, ma intanto sollevò fra le braccia il bambino. “ Io ci sono costretto!”Inclinò la testa di lato, scrutandola, come se volesse leggerle l’anima.” Sei la ragazza di Angel?” Esclamò quindi.

Kate sgranò gli occhi.

“No! Naturalmente no! Perché dovrei esserlo ‘”

L’altro scosse il capo, disgustato.

“Idiota…” Soffiò. “ tieni, prenditi questo sbavo frigrante! Prima che cambi idea e lo lasci cadere…”

Kate lo fissò, la pistola ancora stretta in pugno.

“Andiamo…”La incitò lui. “ pesa!!”

Non sapeva se rischiare o meno… la pistola, e la distanza a cui si trovava come uniche difese …

Certo, era anche vero che se avesse voluto.

Sobbalzò, col rischio che a lei partisse un colpo e a lui il bambino dalle braccia, quando il silenzio del vicolo fu interrotto bruscamente dal ringhio… di un telefono cellulare!

“Sangue nero!” Urlò il vampiro, prendendo il piccolo con un braccio solo mentre infilava la mano nella tasca dello spolverino. “ Prima o poi mi farà prendere un infarto!”

Aprì con uno scatto un cellulare che sembrava troppo piccolo per la sua mano, portandoselo all’orecchio.

“Peccato che sia già morto! Che cosa c’è, Buffy?!”

Buffy… Buffy?!

Kate aggrottò la fronte, guardandolo.

Quel… vampiro … era amico di Buffy? … della Cacciatrice?! … della ragazzina petulante che quasi due anni prima aveva cercato di dare ordini nella “sua” centrale? … della ragazza che Angel…

Distolse gli occhi, passandosi una mano sul volto.

Tutto quel tempo perso…

“No, amore… “cinque miglia di muso” non è con me! Senti per caso piangere e sospirare qui intorno?”

Bene… si accompagnava alla Cacciatrice, ma non pareva avesse molta simpatia per Angel…

Dall’altra parte, sentì lo strepito di una voce femminile. Pareva proprio che il tempo non le avesse migliorato il carattere…

“Mm…”Borbottò il vampiro, lanciandole un ‘occhiata e poi voltandosi leggermente, come se si vergognasse della presenza di Kate. “ okay… ma non essere così gentile! Rischi di farmi sciogliere… E tanto per… Buffy?” Allontanò il telefono dal volto, guardandolo per un secondo prima di rimetterlo in tasca con qualcosa che molto somigliava a un ringhio.

“Ricapitoliamo…” Mormorò Kate, decidendosi finalmente a mettere in tasca la pistola. E sperando di stare facendo la cosa giusta. “Tu stai con Buffy e io…”

“… con Angel…”

“Nel senso…”Puntualizzò piccata.” Che lo aiuto a cercare suo figlio…”

“Nel senso…”Ripetè lui sfidandola con occhi.” Che se ti scaldi ancora un po’ mi ustioni!”

Strinse le labbra, ma non ribattè, voltandosi invece e raggiungendo il secondo bambino, ancora svenuto fra le braccia del suo rapitore.

“Un Koshh e un demone Delle nebbie… “Borbottò alle sue spalle il vampiro.” Strano che si alleino per qualcosa… sono nemici giurati…”

“Se lo dici tu…”Ribattè lei, prendendo fra le braccia il piccolo.

Si guardò intorno per un secondo, prima che un sospiro le sfuggisse dalle labbra. Non avrebbe voluto per nulla al mondo abbandonare le ricerche di Connor… ma adesso c’erano anche quei due innocenti…

“Devo portarli in ospedale… “ Disse a malincuore. “ se vedi Angel… “Ci pensò per un secondo.” Digli che lo troveremo…”

“Certo, e lui ti crederà all’istante! Ehi, aspetta un attimo…” Il vampiro inclinò la testa di lato, continuando a tenere, senza quasi accorgersene, il bambino. “tu hai una macchina ?”

“Credi che bazzichi a piedi, sola, da queste parti ? Certo che ho una macchina!”

“Okay, andiamo.”

Ora capiva perché quel vampiro stava dalla parte della Cacciatrice…

Era matto!

Completamente matto!

“Senti un po’… tu! “Esclamò.” Il fatto che … forse… non hai intenzione di farti uno spuntino con me…”

“Mm… “Il vampiro si avvicinò, e inaspettatamente le tolse l’altro bambino di braccio. “ io vorrei pure… il guaio è che non posso…”

“ non vuol dire che mi fidi ciecamente di te…”

“Fai bene…”

“Inoltre ti ho già detto che devo portare questi bambini in ospedale… non posso accompagnarti a cercare Connor, anche se…”

Il vampiro non si voltò nemmeno, superandola e tornando da dove erano venuti…

Che gran bastardo… sapeva che con quei due bambini in braccio lei avrebbe dovuto per forza seguirlo…

“Ma noi non andiamo a cercare il marmocchio, dolcezza… noi andiamo a scovare il paparino… e poi ci sarà pure un ospedale strada facendo…”

“Strada facendo per dove?!”

“Bo…”il vampiro si strinse nelle spalle. E a Kate parve di vivere all’interno di un ‘assurda storia fantasy in cui lei stava… amabilmente conversando con un vampiro! “seguiremo la scia dei cadaveri!”

“Aspetta! Sarebbe troppo disturbo, dal momento che con ogni probabilità mi sgozzerai al primo incrocio, dirmi almeno come ti chiami ?!”

Stavolta lui si voltò, e c’erano sorpresa e sospetto nelle sue iridi chiare.

“Perché “Esclamò. “ ti interessa come mi chiamo?”

Fu Kate, ora, ad aggrottare la fronte.

“Perché non mi sembri il tipo da voltarsi con un amico !”

“Angelo… se mi chiami tu sta sicura che mi volto, dovessi pure chiamarmi Dolly! Comunque…”Continuò, scotendo le spalle.” E’ Spike…”



“Una cosa che ho sempre desiderato chiederti, ma che mi è sempre sembrato troppo idiota domandare, è se tu ci vedi normalmente…

Si, insomma… i colori.,.. perché certe volte… certo tuoi… accostamnti… no, okay, perché “sempre” i tuoi vestiti mi hanno fatto pensare che … no!

Non devi proprio vederli i colori!

Cioè, magari pensi di vestirti in grigio, o in blu e …

Sai, come una che veniva a scuola con ,me e… bè, avresti dovuto vedere il modo in cui si vestiva… quei colori assurdi!

Poi un giorno… pam!… scopro che è daltonica!

Daltonica, capisci! E io che pensavo fosse solo criminale!

Io… avrei voluto… chiderle scusa… ma non l’ho fatto…

Avevo… una reputazione da difendere…”

Cordelia allungò la mano, sfiorando con dolcezza quella di Lorne.

“Che sciocca… “ Mormorò.” Che stupida…

Pensavo… che il mio destino fosse nelle mie mani. Che il mondo fosse nelle mie mani… ma la verità era… che non ho mai controllato niente…”

Si stupì di quanto liscia fosse la pelle di lui.

E si stupì realizzando di non averla mai toccata così. E di aver avuto paura, all’inizio, di quelle mani dalle unghie acuminate.

Era durato poco, d’accordo, ma insomma…

Avere paura di Lorne!

“Ehi!”Esclamò, tirando su col naso.” Sai che pensavo? Che se tu non vedi i colori per come sono… insomma, ti sei perso un sacco di cose, come per esempio… i miei occhi!

Lo sai di colore sono i miei occhi?!

Guarda che non mi offendo, qualunque cosa rispondi… purchè… mi rispondi…”

Continuò a guardarlo. E lui continuò a tacere.

Abbandonato , con gli occhi chiusi… così dolorosamente diverso dal vulcano di vita che conosceva.

E il suo cuore le faceva così male…

Aveva visto la sua testa spiccata dal corpo… e non aveva provato un dolore così… intimo… profondo. Come un morso che le lacerava l’anima.

Non era fatta per questo, lei… non era fatta per vedere i suoi amici soffrire o per… assistere un malato…

E allora… che ci faceva lì…?

Allungò le dita, per scostargli una ciocca dalla fronte. Ma non c’erano ciocche da spostare…

Le aveva sistemate tutte, una per una, nel corso delle ultime ore.

E magari lui, guardandola, chissà cosa poteva pensare di quel suo continuo accarezzargli la fronte…

“No, eh…” Borbottò.” Non ti fare strane idee!Sono qui per tirarti fuori, io… ecco, si, per questo… per prenderti dal naso e costringerti ad aprire quegli occhi, fosse solo per sarmi smettere di parlare!” Si battè la mano sul mento per un attimo prima di alzarsi e sedere sul bordo del letto.” Okay… però direi che se ti parlo ancora di Buffy alla fine veramente decidi di dare forfait e chissà in che buco cosmico ti rintani!

Il fatto è che non abbiamo mai parlato tanto…

Cioè…io ho parlato, tu mi hai ascoltata… e il risultato è che non so quasi niente di te! Non so nemmeno se ci vedi bene!

Ma ci vedi bene? No, perché altrimenti… bè, sei proprio criminale…”

Inclinò la testa di lato, e un sorriso le salì dal cuore al volto.

“Lo sai…”Mormorò piano.” Conoscevo un altro ragazzo che era criminale nel vestirsi. No… cioè, si, era criminale… però… non era un ragazzo…

Non te ne ho mai parlato perché…”Scosse le spalle.” Non lo so… non si parla mai di lui, qui… non chiedermi la ragione…

Ha cominciato Angel… ma lui fa sempre così…

Comunque…avresti adorato Doyle… e Doyle avrebbe adorato te…



Angel strappò la gola del demone.

Letteralmente.

E Spike fece appena in tempo a saltare indietro, trascinando con se la ragazza, prima che la carcassa gli finisse davanti.

Sentì il cuore di lei battere più forte e si ritrovò a chidersi se fosse per la scena a cui aveva appena assistito o la star di quel magnifico Show.

“E doveva soltanto cercare!” Ringhiò, avviandosi verso di lui.” Ai miei tempi cercare era guardare sotto uno serbino!

Avanti,”Reclamò.” grand’uomo, il capo ti vuole alla base!”

Per un attimo, Angel non si mosse, continuando a guardare il corpo senza vita ai suoi piedi… e probabilmente parente degli altri tre che lo affiancavano… e quando lo lasciò cadere in terra e si voltò a guardarlo a Spike parve quasi che i suoi movimenti fossero innaturalmente poco fluidi… come… rallentati…

E ciò gli trasmise una sensazione strana… peggiore di quel che avrebbe mai potuto prevedere…

Poteva detestare Angel… ma non gli piaceva vederlo in quello stato.

Lo irritava, lo faceva infuriare…

Eppure lo capiva… perché l’amore lo aveva ridotto anche peggio…

“Wesley… “Mormorò il vampiro più vecchio, guardandolo. Parlandogli come se fosse una cosa normale per lui. Il che deva ampiamente l’idea di quanto fosse schizzato.

Spike storse il naso.

“Nhaa… Buffy! Non so per quale barbaro rito tu serva… ma spero che ti taglino a pezzetti…”

“Kate…” Angel gli passò di fianco, e Spike si ritrovò a sbuffare sonoramente.

“Non dedicarmi troppa attenzione!”Esclamò.” Potrei anche abituarmi! E del resto…” Aggiunse, guardando l’altro raggiungere la giovane donna, in piedi vicina alla sua auto.” Che mi aspettavo… lei ha delle gambe più belle… da quel che si vede…”

“Hai … trovato qualcosa…” Stava chiedendo lui, intanto, ignorandolo completamente.

La ragazza dischiuse le labbra, fissandolo negli occhi.

Perfetto… era innamorata di lui! Una novità assoluta!

Ma che cavolo aveva da far cadere tutte le donne ai suoi piedi?!?!

“Ho attivao tutte le mie conoscenze… “Rispose lei.” Sono sicura che fra me e gli altri… qualcosa combineremo… “

Mm… un modo molto carino per dire di no…

Vide Angel abbassare gli occhi e lei allungare una mano per sfiorargli con dolcezza il braccio, senza smettere un attimo di guardarlo.

“Correzione in diretta”, quella donna non era innamorata di Angel.

Era persa, fritta, andata, completamente partita!

Aveva messo il suo cuore in un pacchetto di posta celere e lo aveva spedito dritto nel petto del gran bastardo! Che probabilmente non se n’era neanche accorto!

“Ora ho sparso un po’ la voce che cerco dei contatti nella WeH e aspetto che…”

“Non devi…” Angel sollevò di nuovo il volto, guardandola.” No… non devi…

E’… troppo rischioso…”

Ah.

“Non voglio che tu corra dei rischi inutili, Kate… stai già facendo… così tanto… e io… “Di nuovo, abbassò la testa.

E sarebbe stata la solita lagna se non fosse stato… che da quando erano arrivati non gli aveva mai sentite dire tante parole tutte insieme!

“entrerò io alla WeH…”

“Si!”Sbottò finalmente Spike. “ Okay, d’accordo, dopo! Qualunque cosa tu voglia fare, dopo! Adesso entri nella macchina, qui, della regina delle minacce alla mia virilità e andiamo diritti dalla cacciatrice!”

Sbuffò, aprendo la portiera.

“E’ già troppo nervosa, e la mia è la faccia preferita con cui se la prende!”

“Prima o dopo che hai aperto bocca?!” Borbottò la ragazza… Kate… Almeno una cosa buona Angel l’aveva fatta… rivelandogli il nome di lei …

Avevano combattuto, viaggiato insieme, si erano fermati all’ospadale e lui era stato così un bravo ragazzo da non fregarle l’auto mentre Kate andava a depositarvi i mocciosi… e tutto senza sapere come si chiamava!

Lui troppo orgoglioso per chiederglielo e lei troppo persa… e ora capiva dove… per dirglielo.

“Potrei rispondere… ma offenderei le tue caste orecchia! Avanti! Ho idea che Giles senior e junior abbiano in mente un qualche strano intruglio per cercare il tuo…”

Angel si volto di scatto, e lui scosse le spalle.

“… cucciolo! E poi, se continui a “interrogare” in quel modo tutti i poveracci che incontri… non penso ti servirà a molto…”

“Quelli erano i primi. “ Soffiò Angel, agirando la macchina.”

“Per quel che mi interessa…”

Spike fece per entrare, ma fu bloccato dalla perentoria voce di Kate.

“Spike?” Esclamò.

Meritandosi uno dei suoi più affascinanti sorrisi.

“Si tesoro?”

“Dietro!”



“Perché hai preso solo me? Perché… perché non anche Parck… anche lui sta cercando il bambino… e… e…”

“Shh…”

Lilha tremò, quando un dito sottile, freddo come ghiaccio, le sfiorò le labbra, premendole con quella che avrebbe potuto anche essere giudicata dolcezza, considerato da chi proveniva…

“Lui non avrebbe potuto interferire…

Ne lui… ne nessun altro … qui dentro… ma tu… tu si…

Tu potevi capire… potevi trovare il mio bambino… prima… che lo trovi suo padre…

Prima che trovi… quello che ho lasciato di lui…

Prima che guardi…” L’ombra si mosse, leggera, nel centro della stanza. Raggiunta con fin troppa facilità… e con una scia di cadaveri alle spalle di cui probabilmente nessuno si era ancora accorto.

E con le sue unghie sulla schiena, nella carne che si divertiva a graffiare, per poi ripulirla con la lingua.

Terrorizzandola. Anche se quel terrore lei cercava, inutilmente, di celarlo.

“Sii…”Continuò a cantilenare l’ombra.” Prima che trovi il suo corpo… Freddo… bianco come alabastro… e sappia… e comprenda il prezzo del suo peccato… “

Si chinò davanti a lei, e Lilha tremò, legata con un foulard si seta alla spalliera di un letto coperto di polvere. Sentì le sue mani fredde scivolarle lungo le braccia, e il suo volto sul proprio, in una carezza di pelle.

“Lui ha peccato…” Le sibilò sul volto. “ ha ucciso la mia… famiglia… e io l’ho amato… e lo odiato… e l’ho amato ancora… perché doveva accadere…

E perché doveva venire il tempo… che io gli strappassi il frutto dei suoi lombi… il frutto del mio stesso ventre…”

Lilha deglutì…

Certo… dopotutto Darla era…

“Shh… non pensare… shh… shh… non farmi affrettare… il tempo… io…”

L’ombra sollevò il volto, e i suoi occhi lucidi di follia si persero nel vuoto.

“Non posso affrettare … il tempo… se così fosse… sarei già polvere…

E invece… invece…”

Chiuse gli occhi di scatto, sollevandosi da terra, e in un fruscio di raso raggiunse la porta della vecchia casa abbandonata.

“Apetta…” Ansò Lilha.

Lei non si voltò. Probabilmente pensava volesse chiederle perché non l’aveva uccisa…

Ma Lilha sapeva che se non l’aveva fatto doveva esserci una ragione, una ragione di cui a lei, al momento, non importava.

Le interessava solo di essere viva.

No. Era un’altra la cosa che voleva sapere.

Un ‘altra la cosa a cui doveva prepararsi.

“Hai davvero ucciso il figlio di Angel?”

La vide voltarsi, e i suoi occhi scintillare.

Di gioia pura e perversa.

Quasi di lussuria.

E una volta di più ne fu terrorizzata. Come mai nella sua vita.

“Si…” Mormorò Drusilla.



Magia.

Fino a tre anni prima Kate non aveva creduto nella magia.

Fino a tre anni prima Kate non aveva creduto ai vampiri o ai demoni… o a chissà quante altre cose di cui non aveva la minima idea…

Fino a tre anni prima le aveva considerate tutti favole… racconti per spaventare i bambini.

E ora era lì… e assisteva a un vero incantesimo. Con tanto di polveri magiche, e parole sussurrate a formare una sorta di mantra…

E per assurdo… non aveva paura…

Per assurdo, tutto quello che provava era … speranza…

La calda, vibrante sparanza che ciò che si svolgeva davanti a lei aiutasse Angel a trovare il suo bambino.

Una speranza che mi stemperava in quel dolore, in quella tristezza che le stringeva il cuore ogni volta che lo guardava. E che aveva cancellato il suo stesso dolore, come tutto il resto…

Come l’imbarazzo di sentirsi estranea in quel luogo… o l’ostilità nei giovani occhi di Buffy Summers…

Ferma, diritta di fronte a lei. Le mani sui fianchie l’espressione di chi si prepari a una battaglia.

Una battaglia in cui lei era il nemico … e che Kate non aveva intenzione di combattere.

Non ora…

E poi… cosa c’era da combattere?

Buffy era la donna che Angel aveva portato, e probabilmente ancora portava nel cuore… mentre Kate… Kate era soltanto quella sbagliata… quella che neanche avrebbe dovuto essere lì.

Ma che non avrebbe mai potuto essere altrove.

La guardava, Buffy, talvolta… quando spostava gli occhi dai due cerchi disegnati in terra in una stanza da cui tutti i mobili erano stati spostati, e al cui centro erano disposti Wesley e l’altro Inglese, quello appena arrivato, Giles, emanante un aria di carisma e autorità… oltre ad una strana fluorescenza azzurrina dalle mani, che lo congiungeva a Wesley.

Fra di loro, a mani giunte e circondati dallo stesso lucore, stavano Angel e Tare. A occhi chiusi e come fuori dal tempo…

O almeno, questa era l’impressione di Kate .

Deglutì, distogliendo per un attimo lo sguardo.

Era davvero di troppo li dentro.

Cosa… cosa ne sapeva lei di magia e incantesimi … l’unico motivo della sua presenza era… che amava Angel… e avrebbe dato la sua vita per lui…

Era di troppo… proprio come Buffy aveva detto a Spike pochi minuti prima.

Senza riuscire però ad allontanarlo.

Se lo sentiva accanto.

E sapeva che se si fosse voltata lo avrebbe trovato a guardare la ragazza di Sunnydale.

Come sempre.

Ancora una volta… vampiro e Cacciatrice…

E lei sentiva di saperne così poco da non avere nemmeno idea se fosse poi così assurdo.

Ne sapeva così poco da vedere solo un uomo… perdutamente innamorato… che guardava una donna come anche Kate desiderava che un uomo la guardasse…

Quell’uomo davanti a lei… con gli occhi chiusi… ma che li riaprì di scatto, probabilmente quando udì il gemito soffocato di Tara, molto prima che lo udissero gli altri.

Allungò le braccia. Prendendola. Impedendole di cadere.

E lei si accasciò sul suo petto. Piangendo.

“No…”Singhiozzò.” No… no…”

“Che cos’è successo?!” Esclamò Angel, sollevandola, mentre gli altri si stringevano a loro. “ Che cosa hai visto?!?!”

Tara scosse il capo, singhiozzando, e Angel , di nuovo, la scosse, e poi abbassò la testa, con l’aria di chi stesse per ricevere un colpo terribile.

“E’ morto, vero?” Sussurrò.

“No…”Kate sentì la parola sfiorarle le labbra, senza risucire a impedirglielo.” Oh… no… per favore…”

Le erano tutti passati davanti, eppure riusciva a vedere bene Angel. Il suo volto, i suoi occhi che avevano già perso la speranza, prima ancora che Tara scoppiasse a piangere ancora più forte.

“Mi dispiace…” Singhiozzò. “mi dispiace tanto…”

Dolcemente, Giles cercò di allontanarla da lui, ma Angel rafforzò la sua presa, costringendola a guardarlo.

“Riproviamo!” Esclamò.” Rifacciamo l’incantesimo! Wes, vieni tu al centro… Giles…”

“E’ morto…” Singhiozzò Tara disperatamente. “ l’ho sentito… l’ho… gridato dentro di me…

Non è più in questo mondo… “Sollevò le mani, in cui stringeva ancora un cappellino che era stato di Connor.” Lui… non c’è più… mi… dispiace…” Scosse la testa, il volto inondato di lacrime. E dagli sguardi di tutti Kate capì quanto temevano Angel.

Persino Spike si era avvicinato. Serio, quasi feroce in volto, pronto a intervenire per togliergli dalle mani la sua… amica??…

Ma non ce ne fu bisogno.

Fu Angel a lasciarla andare.

Da solo. Mentre le braccia gli ricadevano, e, sebbene la stesse ancora guardando, lui non poteva più vederla.

Lo chiamarono.

Wesley. Buffy.

Invano.

Tutti invano.

Dov’era adesso… nessuno poteva raggiungerlo.

Tranne, forse, il pianto di suo figlio.

Esausta, mentre davanti a lei si richiudeva il sipario di quel dramma, Kate si appoggiò alla parete. Aspettando delle lacrime che non vennero.