Surrender

Autrice: Witchiepoo
Tradotto da: **AnneLiz-Alexandra**
Sommario:  Prende posto dopo "Bring On The Night". Inspirato da "I Surrender" di Celine Dion. Cosa faresti per amore? Qualche volta, per trovare la vera felicità, devi desiderare di perdere il controllo.
Rating: NC-PG
Disclaimer: I personaggi di BTVS e ATS appartengono a Joss Whedon e alla Mutant Enemy.
Distribuzione: Se volete inserire questa storia nel vostro sito e/o ML, per favore rivolgetevi prima a me o a Witchiepoo.

Surrender - Mi arrendo

 
Capitolo 1

Parlavano in bisbigli, come se il suo super udito non le permettesse di
ascoltare ogni cosa che dicevano. Lodavano la sua forza e la sua fermezza,
la sua abilità di mettere da parte il dolore e continuare a combattere per
il bene. Combattere per il bene? Parlavano come se lei avesse una scelta in
merito. Era una Cacciatrice. Era suo dovere continuare a combattere finché
non poteva più farlo. Ma era stanca. Stanca del combattimento e dello
spargimento di sangue. Stanca di immergere i suoi amici e dire addio alle
persone che amava. Aveva ventun'anni, e vissuto un migliaio di vite.

Sapeva che erano spaventati, e lo erano giustamente. Lei stessa lo era. Non
aveva paura di morire. No, quello era la sua ricompensa per questa guerra,
per questi sacrifici. Quello che la spaventava di più, una paura che non
aveva mai permesso a sé stessa di abbracciare era. perdere lui.

Durante la lotta con lo Uber Vamp, si era aspettata di vedere un lampo di
biondo e nero. Non Giles. Non Willow. Non Xander. Si aspettava che Spike le
fosse alle spalle, per proteggere i suoi punti deboli, e quando realizzò che
era completamente sola, voleva piangere. Dove sei, Spike? Bisbigliò all'
oscurità, desiderando che la sua voce arrivasse fino a lui.

Se chiudeva gli occhi, poteva vederlo forzare le catene, provando a
convincerla che il cambiamento che vedeva in lui era solo apparente. Ma
tutto quello che vedeva erano i capelli biondi e i vestiti neri, qualcosa da
cui era finita per dipendere, qualcosa che era una costante. Anche quando se
ne era andato, c'era speranza nel retro della sua mente, sommersa dal dolore
del suo attacco e la colpa del suo tradimento a lui. Eccetto che lo
spolverino nero era nel suo guardaroba, riparato dai duri sguardi dei demoni
e da quelli dei suoi amici. E i capelli biondi erano nascosti da qualche
parte sotto la città, tinti di rosso dal sangue che macchiava il motore nel
seminterrato della scuola.

Scosse la testa, dolorosamente. Voleva urlare per l'orrore alla vista del
suo sangue, sceso a ruscelli sulla struttura di legno, ma non poteva. Ma
almeno ora, sola nella sua stanza, il suo corpo distrutto e sanguinante,
poteva piangere. Piangere per la sua perdita, la perdita di lui, la loro
perdita. Voleva disperatamente che lui fosse lì a consolarla, e che lei
potesse consolare lui. Voleva fermarsi per un momento e arrendersi a tutte
le paure e i dubbi riguardo questa battaglia finale. Ed essere per lui, come
lui era stato per lei, un'amica.

Provava a dire a se stessa che non aveva bisogno di lui, ma era una bugia.
Aveva un bisogno disperato di ciò che lui poteva darle.

Il suo amore.

La sua forza.

La sua lealtà.

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Lei crede in me.

Il mantra si ripeteva ancora e ancora nella sua testa. Buffy credeva in lui.
Dopo tutto quello che si erano fatti l'un altro, dopo quello che lui aveva
fatto a lei, lei credeva in lui. Quelle quattro piccole parole significavano
per lui più di quanto potesse immaginare. Aveva trovato qualcosa in lui che
le aveva fatto perdonare le sue trasgressioni. Per lei doveva essere forte,
e non arrendersi. Il Primo non poteva fargli male. La sua anima era forte,
più forte ora grazie alla sua ragazza dorata.

Il suo corpo era distrutto, debole, a pezzi. Pensava che si sarebbe subito
intorpidito dal dolore, ma attraversava il suo corpo come rasoi dalla punta
affilata, urtando nella sua testa. Voleva disperatamente cedere, lasciare
che la sua mente dormisse, ma continuava a vederla davanti a lui. Era
piccola, ma potente, un paradosso vivente. Non importava quante volte fosse
stata portata in basso, lei vinceva sempre. Come la fenice, era rinata più
forte, più mortale della volta precedente. E lei crede in me.

Non avrebbe concesso loro la soddisfazione di rompere il suo spirito. Era la
sua sola arma. E il Primo lo aveva capito. Nei momenti in cui il Turok li
lasciava soli, lo stomaco di Spike si stringeva per la paura. Quella cosa
stava pedinando Buffy? Adombrando i suoi movimenti, imparando le sue
debolezze? E in quei momenti, desiderava ardentemente che il suo corpo si
muovesse, si alzasse dal pavimento, e andasse da lei. Ma non poteva, e il
Primo sapeva che la sua incapacità nell'aiutare era ciò che lo spaventava
realmente. La sua incapacità a proteggere quella che amava.

"Hai rischiato tutto per essere un uomo migliore. E puoi esserlo. Lo sei."

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Era passata una settimana e ancora nessun segno di Spike. Abbiamo combattuto
molte battaglie con il Turok-Han. Fortunatamente, non abbiamo perso nessuno,
ma siamo stanchi e abbattuti. Gli altri dormono mentre cammino di stanza in
stanza, troppo spaventata per chiudere gli occhi. Troppo preoccuata che, se
lo faccio, mi sveglierò e ci sarà qualcuno che manca.

Lui se ne è già andato.

Ho sentito Dawn parlare con una delle Potenziali del ballo di fine anno.
Ricordo il mio con la tristezza che accompagna sempre qualsiasi memoria di
Angel. Così innamorata di lui, e pronta a morire per ciò. Se ne è andato per
darmi dei sogni, e io volevo disperatamente vivere quei sogni.

Tu puoi. Una voce ha bisbigliato.

La morte è il tuo dono. Ha detto la Prima Cacciatrice. La morte è il tuo
dono. Pensavo che la morte fosse il mio dono al mondo. Muoio. Il mondo si
salva, fine della storia. Mi domando se dirà la stessa cosa, nel caso
richiedessi un'altra sua apparizione. In queste settimane, ho pensato spesso
a lei. Anche lei aveva combattuto questo Primo Male in vita? Era stato
questo il suo dono?

La morte è il mio dono. La morte era la mia ricompensa per questa vita, per
questi sacrifici, giusto? Possibilmente cosa potrebbe essere regalato
morendo?

Non è la stessa cosa, Buffy.

Mi giro e sorrido a Mamma. Mi massaggia le spalle, premendo i muscoli,
rigidi e dolenti dal sovraccarico.

Perché morire non è uguale alla morte, Mamma? Perché sento quelle parole
ancora e ancora nella mia testa? Ho fatto ciò che ci si aspettava da me. Ho
sacrificato la mia vita, così che Dawn, così che il mondo, potessero vivere.
Ma ancora, non è abbastanza.

Joyce ha attorcigliato le dita intorno ad una ciocca di capelli di Buffy,
accarezzandolo. Non hai accettato il tuo dono. Ti è stato dato, e non lo hai
accettato. Lo hai buttato via, e ora c'è bisogno che tu sconfigga questo
Male. Accetta il tuo dono, e accetta la tua vita.

Sento rumori nel soggiorno, e corro giù alle scale, pronta a combattere
qualsiasi demone avesse irrotto nella mia casa.

Poi rallento. E' Clem.

"Ci-ao, Buffy." Dice, con i denti appuntiti e un buon cuore. La sua
amicizia è data e si prende facilmente, e io sento che sto per piangere. Era
un amico di Spike, e Spike non è qui per vederlo. E il mio cuore desidera
ardentemente l'uomo che io.

"So dov'è." Dice Clem, e sta dicendo di più, ma tutto quello che riesco a
sentire è il rimbombare nella mia testa mentre il cuore pompa sangue
furiosamente attraverso le mie vene.

Ritorno alla realtà, e Giles mi sta tenendo tra le sue braccia. Mi sta
fissando con occhi preoccupati, e gli altri miei sorveglianti sono in
circolo attorno a noi, e le loro facce rispecchiano tutte la stessa
espressione di paura. Dawn si fa avanti, mi avvolge nelle sue braccia.

"Ero così preoccupata."

Rido e le dico che mi dispiace. Ed è così, ma sono anche imbarazzata per la
ragione del mio crollo. Spike. Mi alzo velocemente cercando con gli occhi
nella stanza il demone dalle orecchie flosce.

"Dov'è?"  La speranza nel mio cuore sta minacciando di causare un altro
blackout, ma io mi spingo avanti nonostante la stanchezza e la debolezza.
"Dove?"

"Vicino a dove Spike ha trovato quel rubino o qualsiasi cosa fosse che gli
permise di uscire sotto i raggi del sole. Ci sono delle caverne che
conducono alla spiaggia."

Faccio qualcosa che non ho mai fatto. Abbraccio Clem, che è più che
sorpreso. Giuro che sta arrossendo, ma non mi importa. Mi ha dato speranza,
e per questo, gli sono grata. Quando mi tiro indietro, tutti mi stanno
fissando, ma anche questo non mi importa. Posso portare Spike a casa. Posso.
cosa? Posso chiudere gli occhi e sapere che tutto andrà bene.


Capitolo 2

Lei verrà per me.

So che verrà per me. Devo restare forte per lei. Devo resistere, anche se il
mio demone vuole cedere, arrendersi, tornare a casa nell'oscurità. Non
posso. Non lo farò. Lei crede in me, e questo mi terrà forte.

"Sei una cosa cattiva, sporca e sudicia. Lei non capirà mai l'oscurità. Hai
provato a fargliela abbracciare, ma alla fine, si è rifiutata."

Mi sta parlando, deridendo, ricordando tutte le persone, il sangue, la
carneficina.

"Non era molto meglio quando non ti importava? So che era così. Può esserlo
di nuovo." Sento il suo tocco vagare sul mio petto, e mi sento sudicio.

Ma non ha alcun potere su di me. Non tocca la mia anima.

"Stai pensando a me? Dovrei dirti cosa le ha fatto il Turok-Han? Parlarti
del sangue, del dolore. Dovrei ricordarti perché non ti vedrà mai come
qualcosa eccetto un assassino? Penso che lo farò."

Lei verrà per me. Buffy verrà per me.

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Verrò per te, Spike. Devi solo tenere duro.

Ogni giorno arrivano più Potenziali, e mi viene da chiedermi come sanno chi
è una Cacciatrice e chi no? Perché sto venendo a conoscenza solo ora di
queste donne? Non donne, ragazze. Giovani ragazze che sono sole e
spaventate, in un posto strano con gente strana.

Non capiscono cosa significa essere la Cacciatrice. Non capiscono la
responsabilità, il potere. Tutto quello che vedono è una ragazza con la
forza, e nient'altro. Il mondo è così bianco e nero per loro. E ciò è perché
il mio annuncio che dobbiamo recuperare Spike è salutato da espressioni
spaesate, e da una domanda che sto cominciando ad odiare: perché.

Perché stiamo seguendo un vampiro? Perché stiamo rischiando il collo per
lui? Perché ti importa anche, Buffy?

Perché? Perché? Perché?

Perché lui ha salvato il mondo in cui state vivendo proprio in questo
momento. Perché se stiamo per sopravvivere a questa minaccia, avremo bisogno
di lui. Perché se sopravvivrò per vedere il mio prossimo compleanno, voglio
che lui sia al mio fianco. Perché ho bisogno di lui. chiaro e semplice.

Ma non posso dirlo perché le cose sono troppo complicate, e mai chiare e
semplici.

Come dovrei spiegar loro la mia complicata relazione con Spike, quando ho
trascorso la parte migliore di un anno a negare che anche solo esistesse?

Complicato e relazione. Queste due parole sembrano camminare per mano nella
mia vita amorosa. Non posso avere un ragazzo normale. Devo avere un vampiro.
Non posso avere un vampiro qualsiasi, ma uno con l'anima. Ma Spike non aveva
l'anima quando era il mio ragazzo.

Sì, l'ho detto. Riesco a sentire il sorriso di Mamma. Le è sempre piaciuto
di più Spike che Angel. Non ha conosciuto bene Riley, ma sono sicura che
provasse un po' d'affetto per lui. Immagino. Okay, totalmente fuori dell'
argomento. Dov'ero?

Guardo attraverso le persiane. Niente eccetto la notte. Beh, dico portala
avanti. Buffy sta avendo un'epifania.

Spike era il mio ragazzo ed è proprio sexy. Vedi? Posso dirlo ad alta voce
nella mia testa, e potrei dirlo, se dovessi, a Dawn, Xander e Giles. Forse,
anche a Spike, se pensassi che questo non lo ferirebbe come un pugnale allo
stomaco.

Lo scorso anno, volevo sentire. Quest'anno, Spike sente troppo, e sta
uccidendo la sua mente.

La sua bellissima, deformata, intelligente mente estremamente sensibile.

Ha sopravvissuto ad Angelus, ad una folla a Praga, all'Iniziativa, e a
Glory. Solo per essere portato in basso da me.

Dannato te, Spike. Non avrebbe dovuto finire così. Avremmo dovuto combattere
fino alla morte. Certo, io stavo desiderando la tua, e tu la mia, ma questo
è tutto cambiato. Non riesco a ricordare l'ultima volta che ti ho odiato.
Sono contenta di questo errore di memoria.

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Mi ricordo.

Ricordo la prima volta che ho lasciato me stesso amare veramente Buffy. E'
stata la prima volta che non era doloroso o nauseante amarla. E' stato
quella notte sul portico, quando il suo mondo si stava sgretolando, e io ero
il suo appiglio alla vita. Quella è stata la prima volta, che l'ho amata.

La donna, la bambina, la figlia, la sorella.

Quella è stata la prima volta, che ho sentito che potevamo essere più di
quello che il mondo si aspettava da noi. Potevo confortarla, ed essere
confortato da lei.

"Stai pensando a lei, di nuovo."

Era un'accusa. Un ghigno dalle labbra di uno nuovo. Non l'ho mai vista
prima, e quasi desidero sia Buffy. Nonostante ciò, non è lei. Ha la sua
faccia. I suoi capelli. I suoi occhi nocciola che mi danno forza, anche se
mi sta provocando dolore. Penso sia per questo che non appare troppo spesso
nella forma di Buffy. Il Primo sa che sono più forte quando lei è intorno a
me. Non mi vuole forte. Mi vuole debole. E mi domando. sono debole? E' per
questo che ha scelto me? Perché sono così importante?

"Lei ti ha usato, e tu la ami ancora. Ma noi sappiamo che non puoi amare,
vero Spike?"

Questo non è vero. Io amo Buffy. Lei è la ragione per cui ho riavuto la mia
anima. Volevo essere.

"L'uomo che meritava. Beh, lei meritava qualcuno un po' meno infangato di
te."

Chiudo gli occhi, perché non voglio vedere il sorriso di derisione sulla sua
faccia.

"Puoi chiudere gli occhi. Puoi scappare nel tuo piccolo mondo, ma nel Mio
mondo, lei non ti ama ancora. Tu sei ancora un mostro. Sei ancora un
assassino. Sei Mio."

"Al diavolo! Tu non puoi toccarmi. Non puoi distruggermi."

"Io non posso, ma lui sì."

Tengo gli occhi chiusi, sapendo che se li aprissi, se vedessi quella cosa
avvicinarsi a me, il dolore sarebbe solo peggiore.

Dolce oscurità, ti invoco. Prendimi.

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Sonno.

Riposo.

Parole che non hanno più nessun significato per me. Come posso dormire
sapendo cosa c'è là fuori? Sapendo che ogni momento che prendo per riposare
gli occhi, significa meno tempo per scoprire un modo per salvare Spike.
Significa anche sognare. E i sogni non sono miei amici, il più delle volte.

Le Potenziali mi stanno dando sui nervi, e mi domando se ero così irritante
quando sono stata chiamata all'inizio. Se lo ero, devo a Giles un grande
grazie e un rifornimento senza fine di Advil.

Vogliono sapere qual è il piano per tenerle vive. Questo è facile. Stare
lontani dal Turok. Ma non è possibile. Sono sorpresa anzi che il Primo non
ce lo abbia mandato in casa. Sono anzi più sorpresa che la polizia non ci
sia stata mandata in casa. Finestre sbarrate da assi. Persone che vengono
costantemente a tutte le ore, andandosene raramente.

Non ho privacy, eccetto nella mia camera, e sono sorpresa di quanto voglio
stare nel seminterrato. Sono l'eroina. Non dovrei essere nella torre,
aspettando il mio salvataggio?

Adesso questo è un pensiero divertente, e ne comincio a ridacchiare. Angel
voleva proteggermi da tutto e qualsiasi cosa. Anche Riley, ma ad un grado
minore, più umano. E Spike? Spike non mi vedeva come bisognosa di qualcosa,
eccetto amore e supporto. E devo veramente smettere di pensare a lui al
passato. Non risolve niente, eccetto scuotermi proprio al centro, e ho
bisogno del mio spirito al momento.

Angel mi ha lasciata per il mio bene. Riley se ne è andato perché non potevo
essere la persona che aveva bisogno che fossi. Spike se né andato perché l'
ho portato alla pazzia. Quella doveva essere stata la fine della storia,
della nostra storia, ma no, lui va e prende un'anima.

Sto ancora provando a venire a termini col fatto che Spike abbia un'anima.
Dovrei proteggere l'innocente, ma ancora una volta ho fallito con la persona
che aveva bisogno di più del mio aiuto.

"Non hai fallito con lui, Buffy."

"Mamma."

Mi siedo al tavolo nella sala da pranzo. Mamma si siede di fronte a me.

"Non ho fallito con lui? L'ho lasciato in quel seminterrato per settimane.
Sapevo che qualcosa lo stava seguendo, e non ho fatto niente. Aveva bisogno
di me, e io gli ho girato le spalle perché era più facile piuttosto che
affrontare i nostri problemi."

La morte è il mio dono.

Se lui è il mio dono, qualcuno deve riportarglielo. Non merito quel tipo di
amore e devozione. Pensa di non essere abbastanza per me. Quando mai sono
stata abbastanza per lui?

"Sì, avevate problemi, Buffy. Nessuno di voi due è perfetto. Questo rende la
vostra relazione speciale. Avevi problemi, e ci stai lavorando, ma ora devi
lasciare perdere."

"Continui a dirlo, ma non è abbastanza che io ammetta che voglio riportarlo
a casa."

Mi sta venendo un altro mal di testa. Sto usando troppo il cervello,
ovviamente. Mi massaggio la testa, trasalendo mentre le mie dita sfiorano le
cicatrici guarite.

"Non posso preoccuparmi dei miei problemi ora. Il tempo di Buffy per guarire
è finito. Ora, è una lotta per la sopravvivenza. Forse. forse, quand'è a
casa, e abbiamo chiuso con questa battaglia, potremo parlare. Parlare
veramente."

Joyce si allunga da un lato all'altro del tavolo, prendendo tra le sue la
mano di Buffy.

"Mia bella bambina, non riesci ancora a capire. La tua forza non giace solo
nelle tue mani, ma anche nel tuo cuore."

"Non posso lasciare che il cuore regoli le mie azioni."

"Troppo tardi. Lo fa sempre. Se non fosse così, non saresti così determinata
a trovarlo, a salvarlo. Chiudi fuori il tuo cuore, e pensi che ti
indebolisca. Questa è colpa di Angelus, ma è il tuo cuore a darti forza."

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Darle quello che merita.

Ho preso quest'anima per te, Buffy. L'ho fatto perché avevi bisogno di un
uomo che potesse amarti come dovresti essere amata. Ho proprio dimenticato
di non essere un uomo.

Non lo sono mai stato.

Se potessi, ti darei quell'uomo, anche se fosse quell'idiota, Angel.
Spiacente, non posso darti Riley. Non ti meritava veramente. Voleva
cambiarti, farti a pezzi, modellarti nella moglie di un contadino di patate.
Non ha penetrato la bellezza che eri tu. Ha visto solo quello che voleva
vedere.

Immagino di averlo fatto anch'io. Pensavo che avessi bisogno di un mostro
nel tuo uomo per bilanciare l'anima. Avevo torto. Ho sempre torto.

"Sì, è così. Avevi torto nel credere che potesse mai amarti. Io ti amavo. Il
mio malvagio, pessimo Spike. Il mio povero distrutto William. Eri mio, ed io
ero tua. Potremmo essere di nuovo insieme. Chiudi gli occhi e guarda la
verità delle mie parole."

"Va all'inferno, Stronza!"

"Oh, tutte le fiamme mi lambiscono le gambe. Caldo e tonificante. Polveri
strangolate e soffocate. Il sangue scorre denso e noi vi ci bagniamo."

Polveri. Tu sei coperto in lei.

Buffy. Sono coperto in te.


Capitolo 3

Sollievo. Dolce Sollievo.

E' morto, ed io sono viva. Loro sono vivi.

Un ostacolo in meno tra me e Spike.

Prendi un profondo respiro. Dai a Willow e Xander i loro ordini di marcia.

Le Potenziali mi stanno guardando con qualcosa simile ad adorazione negli
occhi, e devo nascondere il mio sorriso. Pensano che io sia così brillante,
ma non lo sono. Stavo incanalando Spike. Stavo pensando cosa avrebbe detto o
fatto per riportarmi nel combattimento.

"Qui finisce la lezione."

Le parole di Spike. La lezione di Spike per me riguardo la morte e le
Cacciatrici. In quel momento, pensavo stesse provando a spaventarmi. Lo
stava facendo. Stava provando ad instillare dentro di me il desiderio di
vivere. Vivere il dolore della morte, della delusione. L'ho odiato per
questo. Per essere capace di leggere me e quelle Cacciatrici così bene, per
aver avuto il "suo buon giorno" non una volta, bensì due.

Volevo morire di nuovo lo scorso anno, e solo il suo amore, solo il suo
sacrificio mi ha tenuta ancorata a questo mondo, quando mi sarei arresa.
Sarebbe stato così facile arrendersi stanotte, ma non lascerò che il suo
sacrificio sia nuovamente vano.

Sarebbe stato così orgoglioso di me stanotte. Diavolo, cosa sto dicendo?
Sarebbe stata una sua idea. Potrei sentirlo al tavolo nel mio orecchio, che
bisbiglia parole di saggezza.

'Sei la Cacciatrice o no, Buffy? Devi mostrar loro chi sei. Non puoi fargli
dimenticare cosa sei. Tu sei la Cacciatrice.'

Ho mostrato loro Spike. Ho mostrato loro il mio coraggio, e ora sto venendo
per te. Provami il tuo coraggio, e tieni duro. Ci sono quasi.

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Il silenzio è dorato, dicono.

E' una bugia. Il silenzio è terrificante quando non hai la vista. Quando non
riesci a vedere cosa sta succedendo intorno a te,  cosa sta succedendo a te,
a quelli che ami.

Quella cosa è stata mandata a seguire Buffy, Dawn. Dawnie. La sua Briciola,
la sua amica.

Non più. Ho ucciso quella relazione quando ho attaccato Buffy.

Cattivo. Questo sono.

Voglio dormire. Voglio chiudere gli occhi. Chiudere gli occhi e trovare la
mia pace.

Buffy. Buffy, piccola, ho bisogno di te. Ho bisogno di te.

Non so quanto a lungo potrò ancora resistere.

Sono così stanco. Stanco di combattere questa battaglia. Stanco di
provocarti dolore. Di essere il tuo dolore.

Sarebbe così facile se il Primo mi uccidesse. Non dovrei più preoccuparmi di
poter ferire te o Dawn. Saresti libera, proprio come me.

La mia anima protesta. Il mio demone mi dice di smetterla. Ma sono così
stanco, Buffy. Mi sento così debole. Ho fallito con te.

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Lui è vivo.

E' vivo, e sento che le mie ginocchia si stanno trasformando in gelatina.
Voglio cadergli ai piedi e piangere, ma non posso. Devo portarlo a casa.

Casa.

Casa mia.

Casa nostra.

Dove appartiene.

Al sicuro con me.

Ho paura di toccarlo. Paura che il mio tocco lo farà a pezzi, lo frantumerà.
Paura che il Primo stia soltanto giocando di nuovo con la mia mente, e che
questo non sia il mio Spike.

Il mio Spike? Quando è successo? Quando è diventato mio? E' stata la notte
in cui ci siamo alleati per combattere Angelus? E' stato quel giorno del
Ringraziamento così tanto tempo fa quando è venuto da me chiedendomi aiuto?
O è stata la notte che era ai piedi delle mie scale e mi ha detto che lo
trattavo come un uomo?

Afferro più strettamente il coltello, troppo spaventata per fare la prima
mossa. Troppo spaventata che quest'uomo davanti a me si dissolverà con un
tocco, ed io sarò distrutta.

Perché è mio, e lo rivoglio. E muoverò l'inferno o l'acqua alta per
riprenderlo.

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Sento lo sguardo del Primo su di me.

Sono così stanco. Così stanco di combattere. Voglio solo riposare.

Apro gli occhi e la vedo. Ma non è la mia Buffy. Non la mia ragazza. Il
Primo mi sta ingannando.

Non sta parlando. Non mi sta deridendo. Forse, è finita. Forse, è stanco dei
giochi.

La tua fermata. Addio vampiro.

Dio, le cose che mi piacerebbe riprendere, aggiustare tutto con Buffy, con
Dawn.

Ho fallito con loro Joyce. Tutte quelle promesse che ti ho fatto. Mi
dispiace di non aver potuto tenerle al sicuro.

Sta venendo più vicino. Sento lo spostamento d'aria, e mi immobilizzo per il
colpo che so sta per venire.

Se questa è la fine, non darò a quella stronza la soddisfazione di vedermi
piangere. Buffy vorrebbe che io morissi combattendo.

"Non puoi toccarmi."

A quale gioco sta giocando? Devo star sognando.

Non può essere.

Calda. Solida. Buffy.

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"Sei venuta."

Sta piangendo. Piangendo per me, a causa mia. Non posso irrompere ora in
singhiozzi. Ci sarà tempo per questo più tardi, quando sarà al sicuro. Per
ora, gli offro il mio tutto. Provo a mostrargli con gli occhi ciò che la mia
bocca non dirà.

Mi sta guardando con lo stesso sguardo di amore e meraviglia che aveva la
notte della resurrezione. E una volta di nuovo, ne sono umiliata.

Ricordo l'ultima volta che mi ha toccato. Ho indietreggiato. Ora, non riesco
a smettere di sentirmi come se il mio mondo si fosse raddrizzato. La mia
asse è stata ripristinata. Mi sta toccando. È intero e reale, ed è con me.

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Battiti cardiaci. Molti. Il loro sangue che pompa velocemente e duramente.
Mi stordisce e confonde, ma Buffy non lascerà che si avvicinino a me. Non
lascerà che mi affollino. Non l'imbranato, né Dawn, o Giles.

Il suo braccio si stringe intorno alla mia vita, quasi possessivamente,
mentre attraversiamo la porta principale e saliamo le scale. Mi sto
attaccando a stento, e sto mettendo più del mio peso sulla sua piccola
figura.

Sapere che sono tornata con lei mi svuota di tutta la forza, e inciampo nel
letto.

"Posso riposare sul pavimento." La mia voce suona secca e asciutta, anche
per le mie orecchie sensibili.

Buffy non alza la testa per guardarmi, mi preme solo indietro sul letto con
una mano gentile. "Ma dormirai nel mio letto."

Non protesto, perché non voglio spezzare l'incantesimo sotto cui siamo
apparentemente. Ad essere onesti, non voglio svegliarmi se questo è un
sogno. E' il miglior dannato sogno che ho avuto da molto tempo.

"Grazie, Buffy."

Lei alza lo sguardo allora, e ci sono delle lacrime nei suoi occhi. Mi
avvicino e le tocco la guancia. Lascia continuare la carezza ed è
improvvisamente tutto troppo da affrontare. La fragile presa che avevo sulla
mia anima ora è rotta, ed io piango.

Piango per Buffy. Piango per me stesso. Piango perché sono a casa.

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Spike è addormentato. Non voglio lasciarlo, neanche per un momento. Devo
prendere delle bende e dell'acqua pulita. E' tutto nel bagno, ma non oso
ancora allontanarmi così da lui.

Posso sentirli all'esterno della porta, ma sanno che faranno meglio a non
entrare. Non posso affrontare le loro domande e le loro preoccupazioni. Da
ora in avanti, mi preoccuperò soltanto di Spike.

Urla nel sonno, torturato ancora dal Primo. Mi piacerebbe che fosse
corporale così potrei schiacciarlo al pavimento. Saltarci sopra finché sente
ogni taglio, ogni livido. Devo mordermi l'interno della guancia per non
urlare. Non voglio svegliarlo.

Sono in piedi accanto al letto, e i miei occhi vagano sul suo pallido corpo
ferito. Fa delle smorfie nel sonno. Mi avvicino per toccarlo, per
accarezzargli la fronte, e lui si calma. Quasi come se la mia vicinanza sia
abbastanza per calmare la sua anima.

"Sei al sicuro, Spike. Sono qui."

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Ha bisogno di sangue.

Giles sta aspettando fuori della porta.Ha in mano una tazza di sangue
riscaldato in mano. Non dice niente mentre me la porge. Sa che non c'è
niente che può dirmi. Niente per cambiare quello che è successo. Sono grata
alla sua fiducia.

Vedo Willow, Xander a Dawn ai piedi delle scale. Sui loro volti sono
evidenti emozioni diverse. Non provo più il bisogno di spiegare cosa c'è tra
me e Spike. Dovranno fidarsi di me. Spike dovrà imparare di nuovo a fidarsi
di me.

"Lui è uno di noi." Dico e mi giro da loro. Spero che sia abbastanza come
spiegazione, perché questo è tutto quello che otterranno. Spike avrà la
spiegazione completa un giorno. Un giorno, quando tutto sarà semi normale, e
la situazione non sembrerà disperata.

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Mi lascio cadere nella sedia per guardarlo, ma è troppo scomoda. Così mi
siedo sul pavimento, accanto al letto. Sotto di lui.

"Sei stanca, Buffy. Dovresti veramente riposarti un po'."

Joyce avvolse le braccia intorno a Buffy, tenendola stretta.

"Va bene lasciarti andare, Buffy. Lui è a casa. Puoi riposarti."

Buffy appoggiò la testa contro il letto, sentendo la tensione radunarsi
dentro lo stomaco.

"E' a casa. E' al sicuro. Siete insieme, così lasciati andare. Lascia andare
tutto, Buffy."

"Dove andremo da qui?"

Joyce sorrise, aggiustando una ciocca di capelli di Buffy dietro l'orecchio.
"Cosa hai bisogno che lui sia? Amico, amante, compagno, muscolo. Tocca a te,
Buffy, decidere. Non aver paura della tua decisione. Sii ferma. Il Primo si
attaccherà a qualsiasi indecisione, qualsiasi debolezza, e la userà contro
di te."

Buffy tremò al pensiero di Spike nelle grinfie del Primo.

"Sono spaventata, Mammina. E' duro guardarli andare via." Disse, strofinando
la testa contro le dita aggrovigliate nei suoi capelli.

"L'amore non se ne va mai, Buffy. Il vero amore resta con te. Ti rinforza
quando sei sola. Ti conforta quando sei ferita. Ti dà speranza quando non ce
n'è."

Buffy sentì l'aria muoversi intorno all'orecchio, e si svegliò, gli occhi
spalancati e disorientati. Si girò per controllare Spike e scoprì che erano
le dita di lui a stringere i suoi capelli.

"Possiamo riposarci, Buffy? Possiamo?"

Buffy chiuse gli occhi, fiduciosa che per ora, erano al sicuro. Girando la
testa di lato, dando a Spike più accesso ai suoi capelli, alla sua forza, al
suo cuore, Buffy si sentì finalmente in pace.

"Sì, Spike. Possiamo riposare."


La Fine.