Scritto da:
Maria
Spoiler per: la quarta stagione di Buffy.
Pairing: nessuno.
Rating: Angst.
Timeline: inizio quarta stagione di Buffy.
Summary: Senza che nessuno lo veda, Angel
veglia su Buffy, arrivando a salvare la vita di Riley purchè lei possa
essere felice.
Disclaimer: i personaggi delle serie "Buffy
the vampire Stayer " e "Angel" appartengono a Joss Whedon, David Greenwolt
la WB, ME e la Fox, l'autrice scrive senza alcuno scopo di lucro e non
intende violare alcun copyright.
Dedicato a Sabrina, la mia amica più simpatica,
e ad Anna, la mia ispirazione... con la speranza che le mie storie ti
facciano piacere Angel ancora di più...
La pallottola attraversò la pelle.
E i nervi.
E l'osso.
Passando la mano di Angel da parte a parte.
Facendogli male.
Molto male.
Facendogli scoppiare nel cervello un dolore intenso e continuo che fece
arrabbiare Angelus, trasformando il suo volto in quello di una belva e
mutando in una morsa la mano con cui afferrò la testa deforme del vampiro,
sollevandolo di netto da terra e scagliandolo oltre il ballatoio.
Diritto ai piedi di Buffy.
Con un salto, la cacciatrice si avventò su di lui, trapassandolo con uno
dei suoi paletti e riducendolo in polvere.
Poi sollevò gli occhi, fissando il punto da cui era caduto.
Ma non vide nessuno.
Non poteva vedere nessuno.
Perché Angel sapeva come nascondersi fra le ombre. Come chiudere il buio
attorno a se, come un mantello nero che lo celava agli occhi stessi della
notte.
Appiattito nell'incavo di un porta, fissò Buffy esitare un istante, e poi
gettarsi nuovamente nella mischia, mentre il suo volto, lentamente,
tornava ad essere quello di un uomo.
Quindi sollevò la mano, e la guardò.
Il colpo gli aveva devastato e bucato il palmo, e non riusciva a muovere
nessuna delle articolazioni... ma le dita c'erano ancora tutte, ed era
questa era la cosa più importante.
Chiuse gli occhi.
Certo faceva male.
Faceva terribilmente male, anche per qualcuno che , come lui, era abituato
a ben altri tormenti.
E poi non aveva avuto scelta... se avesse esitato, se non si fosse messo
in mezzo in quel preciso istante il vampiro avrebbe centrato il suo
bersaglio .
E avrebbe ucciso Riley.
Lo guardò puntare la balestra e far fuoco, i capelli chiari che
risaltavano illuminati dalle luci basse del magazzino, la tuta grigia
sporca di sangue non suo.
Un bersaglio ridicolo... anche un orbo lo avrebbe centrato...
Si appoggiò alla parete, stringendo i denti per il dolore.
La cosa più assurda era che una parte di lui avrebbe voluto che accadesse.
Avrebbe voluto che quel vampiro lo beccasse diritto in testa...
Una parte di lui avrebbe voluto non arrivare in tempo...
Perché Angel detestava Riley Finn ... come probabilmente avrebbe detestato
chiunque avesse amato Buffy...
Pensava che non fosse degno di lei... che non fosse alla sua altezza... ma
era abbastanza onesto da ammettere che se anche lo fosse stato ne avrebbe
sofferto comunque...
Una goccia di sangue cadde ai suoi piedi, seguendo le altre.
E riempendogli il cervello con la sua terribile eco.
Come era possibile che di sotto nessuno l' avesse sentita ? ... anche con
tutto il frastuono della battaglia era stato come un terribile boato per
le sue orecchia ferite...
Si guardò intorno, percorrendo il ballatoio con gli occhi.
Non vedeva più nessuno vampiro lì in alto. Il che voleva dire che li aveva
presi tutti ... Piombando su di loro come un fantasma... come la paura ...
nel modo che Angelus gli aveva insegnato... e trasformandoli in cenere
scura senza che nessuno di quelli che combattevano si accorgesse di nulla
Per fortuna era stato proprio l'ultimo a colpirlo...
Ai suoi piedi, Buffy fece una piroetta, colpendo con un calco la testa di
un vampiro prima che questi potesse ferire Giles. Un attimo dopo, Riley
corse verso di lei.
Dio... come lo detestava...
Quel bambino presuntuoso che non avrebbe neppure saputo difenderla, se ce
ne fosse stato davvero bisogno...
Soltanto la sua vista lo riempiva di rabbia, incrinando quel muro di
autocontrollo che gli ci era voluto più di un secolo per innalzare a sua
difesa.
Ma Buffy avrebbe pianto se gli fosse successo qualcosa...
Lei lo amava... forse...
Non era riuscito ad avvicinarla abbastanza... non era riuscito a guardarla
negli occhi mentre lo fissava... altrimenti lo avrebbe saputo.
Lo avrebbe capito subito.
E forse era per questo che non ci aveva mai nemmeno provato.
Forse Buffy amava Riley Finn ... e se era così Riley Finn doveva vivere.
Doveva restare illeso.
E farla felice.
Come non era riuscito a fare lui.
E se uno di loro due doveva finire era più giusto che fosse Angel ...
Riley era solo un ragazzo... e poteva amarla come un ragazzo... poteva
darle tutto ciò che a lui era proibito persino sognare...
Angel se n 'era andato per lui... perché Buffy potesse conoscerlo...
E ora lo detestava.
E rischiava la vita perché non gli accadesse nulla.
Perché Buffy non piangesse.
Aveva già pianto tanto, per colpa sua ...
Dio... avrebbe potuto restare ore a guardarla... solo a guardarla... fino
a consumarsi gli occhi... fino a scordarsi del mondo...
Improvvisamente, l'immagine si fece sfocata, e Angel dovette aprire e
chiudere più volte le palpebre prima che finalmente ritornasse nitida.
Un attimo dopo, l'ultimo avversario fu ridotto in polvere, e Buffy si alzò
ansimando da terra, lentamente raggiunta da tutti i suoi amici.
Giles si aggiustò gli occhiali, Spike si rimise a posto senza tanti
complimenti una spalla slogata, mentre Willow stringeva i denti per il
disgusto, e Riley si precipitò ad abbracciarla, tenendola per un attimo
stretta contro di se.
Angel deglutì, circondato dai ricordi di tanti abbracci come quello...
Vide Buffy scuotere il capo, e poi scoppiare improvvisamente a ridere.
Non aveva mai riso tanto insieme a lui...
Lentamente, si scostò dalla parete, e con la mano sana girò la maniglia
della porta chiusa.
Scendendo per le scale avrebbe controllato che non ci fossero altri
vampiri in giro... meglio essere prudenti...
Lì sotto sembravano tutti così stanchi...
Ancora per un attimo, rimase a spiarli, mentre la cacciatrice baciava il
suo ragazzo.
E fu felice di averlo salvato.
Poi, immaginando il sospiro che non poteva più fare, lasciò come un '
ombra la vecchia fabbrica di chiodi.
Abbandonando dietro di se il suo sangue ed il suo cuore.
Sotto di lui, attirato da un movimento che nessun altro poteva percepire,
Spike sollevò gli occhi.
E lo vide.
E seppe in un attimo che era lui, e perché era lì.
Poi abbassò il volto, mentre una strana, fastidiosa sensazione gli torceva
lo stomaco.
Odiava provare pena per Angel.
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