Disillusioni

Autore Dany
Spoiler:  Sesta stagione di Buffy – Dead thing
Summary:  punto di vista di Down
Disclaimer:  i personaggi descritti appartengono a Joss Whedon, David Greenwolt. Non è mia intenzione   violare alcun copyright.

Disillusioni

La bambina…

Per loro sono solo questo.

La ragazzina da controllare.

La ragazzina che non sa badare a se stessa.

La ragazzina che è troppo stupida per vedere.. e capire.

Non avrò poteri speciali, non sarò la cacciatrice,

ma ho un cuore.

Ho una mente.

E delle idee ben radicate in me.

E soprattutto so giudicare.

E amare.

E sopra ogni cosa amo Spike…

Come potrei amare un fratello maggiore.

Come potrei amare una guida.

Quando Buffy era morta è stato lui ad occuparsi di me.

E’ la sua spalla quella che mi ha sostenuta.

E’ stata la sua voce a consolarmi.

Un vampiro con un chip-

Un demone.. senza anima.. che piange.

Non ha un’anima ma ha un cuore.

Non posso credere che mia sorella non lo capisca.

Non posso credere che si comporti come se lui non avesse sentimenti.

Ma lo fa.

L’ha fatto in quel vicolo buio, credendo che fossero soli.

Ed invece c’ero io fra quelle ombre.

Io che la cercavo,

per chiederle scusa per la mia reazione quando mi aveva detto che si sarebbe costituita.

Perché ancora credevo che avesse agito spinta dalla sua purezza di spirito.

E poi in pochi attimi l’ho vista senza veli.

Fredda.

Crudele.

Spietata.

Spike che le diceva di amarla, lei che lo colpiva.

Una prima volta.

Lui che le chiedeva di confidarsi con lui,

che le diceva di tenere a lei.

E lei l’ha assalito.

Colpendolo.

Una seconda volta.

Come un animale inferocito.

Spike che ha commesso un grave reato.. definendola la sua ragazza.

Peccato che ha pagato col sangue. Col suo sangue.

E lei, mia sorella, colei che ho sempre cercato di prendere come esempio,

che ripagava l’amore di Spike con la violenza.

Con la cattiveria.

Colpendolo infinite volte.

Insultandolo.

Ho ancora in testa le sue parole..



Tu non hai un’anima..

Non c’è niente di buono o pulito in te…

Tu sei morto dentro..

Tu non puoi provare niente di reale..



Colpendolo.

Distruggendolo emotivamente e fisicamente.

Non l’avevo mai visto ridotto così.

Non mi ero mai sentita a quel modo.

Disarmata.

Con il desiderio di urlare, ma me ne mancava la forza.

Non riuscivo a muovere un solo muscolo.

E ad ogni colpo, ad ogni parola era me che colpiva, insieme a lui.

E mi toglieva il fiato.

Distruggeva quello in cui avevo imparato a credere.

Distruggeva il mio cuore.



Spike…

Non ha un’anima, ma ha un cuore.

Che contiene più amore di quanto lei potrà provarne in una vita sola.

Che nonostante sia posseduto da un demone riesce a controllarlo.

Con una volontà di ferro.

E combatte una guerra che non dovrebbe essere sua.

Per difendere lei, che mi disgusta chiamare sorella.

Provo orrore ad avere il suo sangue nelle vene.

Perché io sono diversa.

Sono cocciuta, determinata.

Ma non cattiva.

E lei lo è. In un modo che non credevo fosse possibile.

Lei ha un’anima..

Ma è marcia dentro.

Perché non prova amore.

Sta con lui per sesso. Così dice.

E si dovrebbe vergognare di se stessa invece di infierire su di lui.



Spike…

Morto dentro, che non può provare niente di reale.

Ma che mi ha insegnato cos’è l’amore.

Che mi ha mostrato il suo dolore.

Per aver perso quella stessa persona che lo ha annientato.



I dolci occhi di Spike.

Occhi trasparenti. Come lui.

Una persona vera.

Reale.

Onesta.

Forse la più onesta che io abbia mai visto.

Perché non ha paura dei suoi errori.

Perché sa girare a testa alta nel mondo.

Spike..

La mia guida.

Il mio vero fratello.

Perché non è il sangue che da l’unione.

E’ l’amore.

Ed io lo amo.

Come so che lui ama me.

Come una sorella minore.

Come un gioiello da proteggere e custodire.

Si farebbe uccidere per me.

E non solo perché l’aveva promesso a Buffy.

Ma perché lui è così.. protettivo.



E adesso sono qui accanto a lui,

a curargli le ferite.

A dirgli che odio Buffy.



E lui…

Che non ha niente di buono in sé,

mi dice che Buffy era sotto shock.

Lui che la difende.

Per non farmela odiare.

Per non farmi soffrire.

Ma io sono grande.

Non sono una bambina.

E lo vedo quando una cosa è sbagliata.



E vedo quest’uomo disteso per terra,

con il viso gonfio per i colpi.

Che fatica a parlare.

Ma si sforza.

Per difenderla.



Ed io sono stanca.

Stanca che le vengano perdonate tutte le sue azioni.

Solo perché è una brava assassina di demoni.

E per come la vedo io è anche un’assassina di sentimenti.

Perché ha ucciso i miei.

Ha ucciso le illusioni di sua sorella.

Detesto definirmi così..

Ma soprattutto ha ucciso Spike.

L’ha ucciso dentro.

Si è insinuata nel suo spirito e ha cercato di infettarlo.

Ma Spike è troppo pulito per lei.

Perché lui è onesto.

Lei è una vigliacca.

Non posso e non voglio più definirmi sua sorella.

Non voglio che lei mi guardi con i suoi occhi pieni di falsità.

Non voglio che mi dica che mi vuole bene.

Se fosse così non avrebbe ridotto a quel modo l’unica persona che sento vicina.



E adesso guardo Spike che riposa.

E finalmente sembra aver ritrovato un po’ di pace.

Vorrei portarlo nella sua cripta, ma non sono abbastanza forte.

E lui non riesce nemmeno ad alzarsi.

Grazie a lei.

Accarezzo i suoi capelli.

Le mie mani scivolavo fra quella seta bionda.

E non posso non piangere per lui.



Perché so che Buffy l’ha ferito.

L’ha ucciso dentro.

Perché lui magari non le dirà mai nulla sull’accaduto.

Perché si comporterà come se niente fosse.

Ma dentro.. dentro sta soffrendo.

Ed io vorrei rovesciare su lei quel dolore.

O su di me.

Vorrei proteggerlo come ha fatto lui con me per tutto questo tempo.



Ho le maniche della camicia intrise del suo sangue.

Ma adesso il suo volto è pulito.

Come la sua umanità.

Come la sua anima.

Perché non posso credere che lui non ce l’abbia…

Spike è il più puro di tutti noi…



Ed io lo amo.

Come un fratello.

Ed il mio cuore lo ama.

Perché gli ha insegnato la purezza.



Spike…




DISILLUSIONI – PARTE SECONDA


Sono stata inginocchiata su quel cemento gelido per ore.

Tenendo la testa di Spike appoggiata su di me.

Cercando di trattenere i singhiozzi, per non disturbare il suo riposo.

Avevo una paura infinita.

Quando si è abituati a vedere una persona che rimane sempre in piedi,

fa paura vederla distrutta.

Fa paura sapere che è forse più il male mentale che quello fisico a tenerlo fermo.

Perché le ferite esterne passano, quelle interiori rimangono.

Come in me rimarrà sempre una forte delusione.

Quando finalmente Spike ha aperto gli occhi e mi ha sorriso mi è sembrato di rinascere.

Perché sapevo che per un attimo era sereno.

E non pensava al dolore che lo stava uccidendo.

Si è alzato e mi ha dato il suo impermeabile

“eih, piccola. Starai gelando”

Non mi disturba che lui mi chiami piccola.

Perché so che lo fa con amore.

Non è un modo per farmi sentire inferiore.

Ed io, quando lui mi chiama piccola, mi sento bene.

Perché so che lui è con me per proteggermi.

Lui che quasi non si regge in piedi.

Lui che pensa al freddo che posso aver preso.

Un demone.

Siamo andati verso la sua cripta.

E lui si appoggiava a me.

E per la prima volta sono stata io a proteggerlo.

Ed ho capito che avrei continuato a farlo:

proteggere Spike.

Contro il suo dolore.

Contro mia sorella.

Era più pallido del solito.

Eppure la sua faccia era viola per i lividi.

Ma non mi ha spaventata.

Non ho mai avuto paura di lui.

Perché non mi interessa che sia un vampiro.

Un demone.

Lui per me è tutto.

E questo solo conta.

In lui non riesco a vedere altro che mio fratello.

Anche quando combatte, ed il volto del demone prende il sopravvento,

lo trovo bello.

Perché so che combatte per me.

Per proteggermi.

Ed io non sono riuscita a tenerlo lontano dal dolore.

Ma ora, che lo vedo riposare fra il caldo delle sue lenzuola, mi sento più serena.

Perché qui ci siamo solo io e lui.

In questo momento c’è solo una cosa che mi spaventa:

ho paura che Buffy venga qui a cercarlo.

Ed ho paura che non lo faccia.

Vorrei vederla entrare da quella porta, per chiedere scusa.

Perché mi farebbe piacere poter credere ancora in lei.

Perché la odio, ma è sempre mia sorella.

E fa male.

Fa male accorgersi che si è creduto in una cosa sbagliata.

Fa male sentire stupidi.

Ed io detesto essere stupida.

Ma ho anche paura, perché se dovessi vederla adesso l’aggredirei.

Vorrei strapparle i capelli con le mie mani.

E colpirla.

Come lei ha fatto con il mio cuore.

Ho scaldato una tazza di sangue per darla a Spike.

Lui dice che non dovrei guardarlo mentre si nutre.

Che non è un bello spettacolo.

Io credo che lo spettacolo più terribile del mondo l’ho già visto.

E poi non c’è niente di male nel vedere chi si ama mentre si nutre.

Sangue o carne che sia.

Ho tenuto la tazza fra le mie mani,

ed ho pulito le gocce di sangue che cadevano dalle sue labbra.

E mai, nemmeno per un attimo, la cosa mi ha disgustata.

Potrei farlo per tutta la mia vita.

Prendermi cura di Spike..

Mi sembra di essere nata per questo.

Lui è mio fratello.

Il mio miglior amico.

Mio padre…

Ho dei ricordi nella mente.

Ma so che non sono veri.

Gran parte della mia vita è un’illusione.

Ma non questo.

Io e Spike siamo reali.

Lui ha veramente rischiato la vita per me.

Ed ha veramente passato notti intere sveglio con me, a sentirmi piangere.

A regalarmi il suo calore.

Calore umano.

Il calore dell’amore.

Spike.. un angelo.

Il mio angelo.

Ed ora ha le ali spezzate.

Ma io sono qui e lo curerò, finche sarà ancora in grado di volare.

Sopra di noi.

Sopra la caccitrice.

E’ da ore che siamo insieme, e ci siamo rivolti solo poche parole.

Non voglio che si sforzi.

Non voglio sentire ancora la sua voce che la difende.

“è tua sorella. Non odiarla. La cosa potrebbe ucciderti dentro”

Spike.. gonfio per i colpi di mia sorella..

Spike che fatica a muoversi.

Ma pensa a me.

A proteggermi.

E la mia rabbia cresce.

Si annida in me, mi entra nelle ossa.

Poi guardo i suoi occhi e ritrovo la serenità.

Gli occhi di Spike.

Gli occhi dell’amore.

E adesso so quello che devo fare.

Un nuovo giorno sta nascendo.

Ed io insieme a lui.

La cercherò e la troverò.

Buffy…

Sono stata a casa ma non c’era.

E poi al magic box.

Ed eccola, circondata dai suoi amici.

Che ancora non sanno quale mostro si nasconda dietro quel viso ingenuo.

E la sua voce..

“dove sei stata tutta la notte? Sono già impegnata a salvare il mondo senza dover morire di paura per te tutte le notti”

Mi sono avvicinata.

E con le lacrime agli occhi l’ho colpita al viso.

Con tutta la forza che avevo.

Sapendo che in realtà non le avrei fatto alcun male.

“ti odio”

“Down..”

Le lacrime continuavano a scendere sul mio viso.

E mi sono detestata.

Perché non volevo farle vedere quanto ci stavo male.

Perché avrei voluto essere come lei.

Fredda.

Spietata.

Ma io ho un cuore. Anche se un cuore ferito.

“tu.. tu… come ti sei permessa? Come hai potuto?”

“Permessa di fare cosa?”

Mi sembrava incredibile che lei facesse finta di nulla.

“Ho visto Spike” e la mia voce aveva preso una nota dura.

“oh.. cosa ti ha detto?”

“Nulla. Non riesce a parlare”

E lei che abbassava lo sguardo.

Cercando delle scuse che non sarebbero servite.

Cercando di mantenere la sua immagine di santa davanti ai suoi amici.

Ma io volevo che la vedessero senza veli.

Come l’avevo vista io.

“si riprenderà. E’ un vampiro”

“E tu un mostro. Ed io mi vergogno di essere tua sorella”

Poi la sua mano che mi colpisce in viso.

Perché le mie parole l’hanno ferita.

Ed è così che lei reagisce: con la violenza.

E la differenza fra lei e Spike mi salta sempre di più agli occhi.

Lui davanti alla violenza della cacciatrice ha reagito con amore.

Incassando un colpo dietro l’altro.

Senza alcuna volontà di difendersi.

E lei, davanti alle lacrime e al disgusto della sorellina.

Colpisce.

E l’odio che ho dentro è sempre più grande.

Così grande che non mi fa sentire il sangue che esce dalle mie labbra.

E mi bagna la lingua.

Un sapore metallico.

“Down..io.. non volevo”

Ma ormai non riesco più a sentire le sue parole.

E le lacrime hanno finito di scorrere dai miei occhi.

Non posso soffrire per una persona così.

Non posso attribuirle importanza.

“Tu.. hai ferito Spike. L’hai ferito dentro. L’hai ferito nel corpo. E per cosa? Perché ti ama?

Come faccia poi non lo so. Come può lui amarti dopo averti vista dentro? Come?”

“Down.. tu non sai di cosa parli”

“Perché sono piccola? O stupida? Tu non sai di cosa sto parlando. Sto parlando di amore Buffy.

Sto parlando di provare qualcosa per qualcuno che non sia sia se stessi. Ma tu non puoi capirlo. Perché sei egocentrica.

Buffy che soffre..

Buffy che combatte..

Buffy che non ha una vita normale.

E noi tutti a compatirti.

Ma adesso so chi sei.

Buffy che non ha il coraggio delle sue azioni.

Che fa sesso con Spike ma si vergogna di dirlo ai suoi amici.

Buffy che all’amore risponde violenza.

Ma io c’ero.

Ero in quel vicolo con voi e ti ho vista.

Ho visto come l’hai colpito.

Fino a stremarlo.

E ho visto Spike.

Fermo.

Ad incassare i tuoi colpi.

Uno dopo l’altro.

Uno più violento dell’altro.

Ed ora dimmi:

chi è peggio? Tu o lui?”

La cacciatrice. Con gli occhi bassi.

E quelle false lacrime che le solcano il viso.

Lacrime.. non di pentimento.

Lacrime di tristezza.. per essere stata scoperta.

In tutto il suo odio.

In tutta la sua ferocia.

Ed il suo sguardo perso nel vuoto.

In cerca di uno sguardo di approvazione da parte dei suoi amici.

Uno sguardo che non sarebbe arrivato.

Che non doveva arrivare.

Ed i miei occhi gonfi.

Che incontravano quelli di Tara, anch’essi colmi di lacrime.

Tara. L’unica che mi guardava negli occhi.

L’unica ad avere il coraggio dei propri sentimenti.

E gli altri. Con lo sguardo basso.

Codardi.

Come lei. Come la cacciatrice.

“Io adesso uscirò da qui. E andrò da Spike. E starò con lui.

E saremo una famiglia.”

“Tu non puoi..”

« Non posso ? E chi lo dice, tu ? Cosa dovrei fare? Vivere con te? Aspettando di dire qualcosa di sbagliato e di essere pestata a sangue? Aspettando di fare la fine di Spike? Ho una vita sola da vivere Buffy. E la voglio vivere con chi amo.”

Ed i suoi occhi ancora rivolti al pavimento.

La cacciatrice.

La codarda.

Il mostro.

Mia sorella.

E nel gelo di quella stanza sempre Tara.

Che si è avvicinata a me.

Piangendo.

E mi ha abbracciata.

Non degnando Buffy di uno sguardo.

E mi ha portata fuori da quel posto pieno di odio.

Ed il sole ci ha avvolte.

Con tutto il suo calore.

Ed io mi sono sentita fragile.

E fra le sue braccia ho sfogato tutto il mio dolore.

Mentre nuove lacrime mi bruciavano gli occhi.

Lacrime che si mischiavano con quelle di Tara.

Ma era finita.

Sarei tornata da Spike.

Insieme a Tara.

Sarei stata con le uniche due persone che mi erano sempre state vicine.

Mio fratello e la mia nuova sorella.

E con loro avrei provato l’amore.

Avrei vissuto una vita circondata da persone pulite.

Persone vere.